Abbiamo aggiunto il punto interrogativo al titolo di questo articolo sperando di avere ancora tempo prima di trovarci realmente nelle condizioni drammatiche suggerite dall’autore.  Chi ci fornisce la risposta a questa domanda?

Il rischio di incendi boschivi nell’area mediterranea potrebbe aumentare a causa dei cambiamenti climatici, secondo uno studio dell’Igg-Cnr.  Chi di loro ha a disposizione i dati reali sulle condizioni dell’ozonosfera?  Chi di loro conosce i dati sulle manipolazioni atmosferiche in atto, sia quelli intenzionali che collaterali? Chi di loro ha tenuto conto di decenni di interventi devastanti a cominciare dai test atomici, poi il lancio di razzi, e infine il traffico aereo in aumento? La  GEOINGEGNERIA IN ATTO sta aggiungendo il colpo di grazia. I ‘teorici’ del Solar Radiation Managment allertano su questo aspetto delle operazioni che provocano il cambiamento del clima, mentre gli scienziati sembrano vivere in un universo parallelo.  Non vedono o non vogliono vedere la realtà dei nostri cieli inquinati.

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I cancerogeni e mortali raggi UVB e UVC stanno bruciando il Pianeta?

I raggi UVB sono aumentati di circa il 1400% insieme ai raggi UVC, a causa della distruzione della fascia di ozono. Ecco perché le foreste della California del Nord bruciano da diversi anni. La vita sulla Terra è potuta nascere solo dopo la creazione di questa fascia. L’imminente scomparsa dell’ozonosfera, che ci protegge dai pericolosi e mortali raggi UVB e UVC, può determinare la fine della vita terrestre. La soluzione esiste, ma richiede l’impegno di tutti…

L’ozono è un gas composto da tre atomi di ossigeno che svolge l’importante funzione di protezione dalle pericolose radiazioni ultraviolette UV. Lo strato di ozono intorno all’atmosfera terrestre si è formato in milioni di anni per effetto dell’attività delle alghe verdi-azzurre. A questi organismi si deve anche gran parte dell’ossigeno attualmente presente nell’atmosfera. Il grande “tetto” di ozono ha consentito alla vita di lasciare le acque per conquistare le terre emerse senza subire le radiazioni ultraviolette solari. L’evoluzione poi ha fatto il suo cammino fino ad arrivare all’uomo e al mondo che oggi conosciamo. Dallo strato di ozono dipende completamente la nostra stessa vita”.

Nel corso del tempo lo strato di ozono, detto ozonosfera, ha mutato continuamente spessore e forma per cause naturali. Negli ultimi decenni però la concentrazione di ozono nella stratosfera ha cominciato ad assottigliarsi anche per l’effetto di molti pericolosi inquinanti rilasciati in atmosfera dall’uomo. Il mutamento non assume più un andamento graduale ma brusco e repentino. E’ particolarmente grave l’assottigliamento dello strato dell’ozono sopra il Polo Sud, divenuto poi talmente grande da far parlare i mass media di “buco dell’ozono“.

I VARI TIPI DI RAGGI UV

I raggi UV si distinguono in:

          • UV-A (400-315 nm), “benefici”, abbronzanti, creano scottature meno rapidamente dei raggi UVB.
          • UV-B (315-280 nm), pericolosi, causano scottature in tempi brevi, sono cancerogeni e mortali.
          • UV-C (280-100 nm), pericolosi, causano scottature in tempi brevi, sono cancerogeni e mortali

 

CONSEGUENZE DEL BUCO NELL’OZONO 

Quali sono le conseguenze del buco nell’ozono? La carenza o assenza dell’ozono nell’alta atmosfera fa venire meno il filtro naturale nei confronti dei raggi UV solari con conseguente crescita del rischio di cancro della pelle e le mutazioni del DNA. I raggi solari non filtrati inibiscono gradualmente la fotosintesi clorofilliana, con conseguente minore crescita delle piante e minore produzione di fitoplancton oceanico (il primo anello della catena alimentare marina). Così come la fascia di ozono è stata alla base della vita terrestre, la sua scomparsa può determinare la fine della vita sulla Terra.

Quali sono le conseguenze del buco nell’ozono? La carenza o assenza dell’ozono nell’alta atmosfera fa venire meno il filtro naturale nei confronti dei raggi UV solari con conseguente crescita del rischio di cancro della pelle e le mutazioni del DNA. I raggi solari non filtrati inibiscono gradualmente la fotosintesi clorofilliana, con conseguente minore crescita delle piante e minore produzione di fitoplancton oceanico (il primo anello della catena alimentare marina). Così come la fascia di ozono è stata alla base della vita terrestre, la sua scomparsa può determinare la fine della vita sulla Terra.

Tutti i veleni presenti in agricoltura (pesticidi, erbicidi, OGM, concimi chimici, ecc.), creano ed aggravano il buco nell’ozono. Alcune sostanze, come ad esempio il bromuro di metile, un diffuso componente di pesticidi, ha danneggiato e continua a danneggiare la fascia di ozono compromettendone la funzione di scudo protettivo dai micidiali raggi ultravioletti che, senza “scudo”, brucerebbero completamente la Terra rendendola simile a Marte, il “Pianeta rosso”.

Oltre al bromuro di metile, anche il cloro, il fluoro, ecc. contenuti in pesticidi, erbicidi, ecc., evaporando, distruggono il mantello di ozono che protegge il Pianeta dai pericolosi raggi ultravioletti con molta più efficacia ed intensità rispetto ai clorofluorocarburi che erano usati nei frigoriferi. Anche se i clorofluorocarburi (CFC) sono stati banditi, la loro azione continuerà per circa un secolo a distruggere la fascia di ozono. Vi sono inoltre sostanze e “attività umane”, ovvero gas ed elementi chimici che hanno distrutto e continuano a distruggere il mantello di ozono che ci protegge dai pericolosi raggi UV. Queste sostanze e “attività umane” sono:

          • geoingegneria, (scie chimiche”, ecc.)
          • ossidi di azoto
          • carburanti spaziali a base di cloro e fluoro,
          • carburanti dell’aviazione civile e militare,
          • pesticidi a base di bromuro di metile,
          • cloro,
          • fluoro,
          • clorofluorocarburi (CFC),
          • idroclorofluorocarburii (HCFC),
          • bromofluorocarburi come l’Halon, un gas che serve a estinguere gli incendi,
          • metilcloroformio,
          • tetracloruro di carbonio,
          • i composti volatili che comprendono nella loro struttura atomi di cloro o bromo, ecc.


Il cloro, il fluoro, il bromuro di metile, ecc., contenuti in pesticidi, erbicidi, ecc. distruggono il mantello di ozono con molta più efficacia e intensità rispetto ai CFC (clorofluorocarburi) che erano usati nei frigoriferi. I CFC rilasciati fino ad oggi nell’atmosfera continueranno a distruggere la fascia di ozono per circa un secolo.

FONTE http://laviadiuscita.net/cancerogeni-mortali-raggi-uvb-e-uvc-stanno-bruciando-il-pianeta/


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Il controllo climatico può essere classificato come esercizio ipotetico interessante, ma soltanto fin dove le conseguenze della manomissione degli eventi atmosferici su larga scala possono essere valutate in anticipo. La maggior parte dei progetti che sono stati proposti potrebbero richiedere impegni ingegneristici colossali e comportare il rischio intrinseco di un danno irrimediabile al nostro pianeta”   Harry Wexler 

HARRY WEXLER: DISTRUGGERE L’OZONO STRATOSFERICO PER RISCALDARE LA TERRA

COSMIC-RAY-DRIVEN REACTION AND GREENHOUSE EFFECT OF HALOGENATED MOLECULES: CULPRITS FOR ATMOSPHERIC OZONE DEPLETION AND GLOBAL CLIMATE CHANGE

http://www.worldscientific.com/doi/abs/10.1142/S0217979213500732

 

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