Riflessioni sull’assassinio di JFK 60 anni dopo
SEYMOUR HERSH
23 NOV

Ieri ricorreva il sessantesimo anniversario del tragico assassinio del Presidente John F. Kennedy, il cui lascito di fascino e successo è stato rovinato dal suo sostegno, fino alla morte, alla guerra nel Vietnam del Sud che avrebbe portato alla morte di 58.000 americani e di milioni di vietnamiti. (ndr dichiarazione sorprendente di Hersh, da fonti qualificate c’è l’informazione che Kennedy voleva uscire da questa guerra. L’11 ottobre 1963, Kennedy firmò il Memorandum di azione sulla sicurezza nazionale (NSAM) n. 263, indicando la sua intenzione di iniziare il ritiro del personale americano dal Vietnam già lo stesso anno, e di concluderlo entro la fine del 1965…. )

Prosegue Hersh: 

La maggior parte dei morti tra i non combattenti vietnamiti avvenne per via aerea, poiché i B-52 americani e altri aerei sganciarono più di cinque milioni di tonnellate di bombe durante la guerra, che si concluse solo più di un decennio dopo la morte di JFK. Il quantitativo era il doppio di tutte le bombe sganciate dall’America nella Seconda Guerra Mondiale.

La maggior parte delle bombe fu sganciata mentre la guerra americana veniva accelerata dal presidente Lyndon Johnson, che rifiutò i ripetuti inviti a fermare i bombardamenti quando c’era la possibilità di colloqui di pace con il Nord. Considerava un’interruzione anche temporanea come un segno di debolezza. Oggi sappiamo che Johnson fu escluso dalla cerchia ristretta di JFK durante la Crisi dei Missili di Cuba del 1962, il più grande successo diplomatico del giovane presidente, in cui i sovietici fecero marcia indietro rispetto al progetto di dispiegare bombe nucleari a basso potenziale a Cuba. Kennedy fu citato in seguito per aver dichiarato che l’America – cioè lui stesso – si era confrontata “occhi negli occhi” con Nikita Kruscev, ottenendo che i sovietici facessero marcia indietro. Dopo che Johnson lasciò l’incarico, venimmo a sapere che Kennedy, con l’aiuto del fratello minore Robert, procuratore generale, non aveva fatto desistere Kruscev, ma si era impegnato segretamente con lui a ritirare dalla Turchia i missili nucleari americani che si trovavano nel raggio d’azione della Russia. Il Presidente Kennedy accettò anche di non invadere Cuba. 

Una volta in carica, Johnson, che non sapeva nulla di tali accordi, ritenne che anche lui doveva tenere testa ai comunisti nella guerra del Vietnam, proprio come aveva fatto Jack nella crisi dei missili… Continua 

Assassinio Kennedy: la più grande cospirazione mai concepita 

Perché Allen Dulles ha ucciso i Kennedy

UN’ALTRA IPOTESI

A sessant’anni dall”uccisione di John Fitzgerald Kennedy una puntata dove Mr Poffo presenta un’ipotesi più che plausibile sul perchè è stato assassinato… Un’ipotesi nuova in aggiunta a quelle già esistenti   https://rossellafidanza.substack.com/p/pillola-blu-o-ross-ep-45-incontri#details

Su Raiplay: JFK – Un caso ancora aperto

Il messaggio più importante di Kennedy è probabilmente questo:

FURONO KENNEDY E EISENHOWER, CHE NEL 1961 MISERO IN GUARDIA: “UNA COSPIRAZIONE MONOLITICA E SPIETATA” E’ DA TEMERE E COMBATTERE

Massimo Mazzucco: “L’omicidio di JFK è maturato dentro precisi contesti”

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