Secondo il Movimento No MUOS, questa fragilità è aggravata dalla presenza della grande base militare statunitense NRTF, con il sistema MUOS della US Navy, situata in parte nell’area protetta della Sughereta di Niscemi. L’infrastruttura, estesa quanto un grande aeroporto, ha modificato il suolo e i regimi di drenaggio, mentre lo Stato ha risposto con denunce e procedimenti giudiziari contro chi segnalava i rischi ambientali e idrogeologici.

Oggi il dissesto si manifesta in tutta la sua gravità. Le comunicazioni ufficiali sull’emergenza non considerano gli effetti delle opere militari né verifiche indipendenti sulle infrastrutture, mentre i lavori di ampliamento della base continuano. La militarizzazione ha effetti economici e sociali diretti, scoraggiando investimenti e sviluppo e creando una condizione di sovranità sospesa, con decisioni imposte e dissenso criminalizzato.

Il Movimento No MUOS chiede verifiche indipendenti, pubblicazione dei dati, sospensione dei lavori militari, un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e l’apertura di un dibattito pubblico sulla presenza della base MUOS a Niscemi. CONTINUA 

 

TERRITORIO FRAGILE, COMUNITÀ ABBANDONATA, MILITARIZZAZIONE PERMANENTE, RESPONSABILITÀ POLITICHE RIMOSSE

La frana che in questi giorni ha colpito Niscemi, costringendo all’evacuazione centinaia di persone, non può essere ridotta a un evento meteorologico né archiviata come fatalità.

Niscemi è da anni una cartina di tornasole delle fragilità che possono caratterizzare alcuni territori: spopolamento progressivo, consumo di suolo, abbattimento di alberi, assenza di investimenti produttivi, infrastrutture inesistenti o abbandonate, trasporti precari dovuti a una rete ferroviaria inesistente, a una rete stradale cronicamente a rischio e all’assenza di trasporto pubblico.

A questo si aggiunge l’assenza strutturale di una seria pianificazione territoriale e di interventi organici di prevenzione del dissesto idrogeologico.

Opere frammentarie, manutenzioni episodiche, interventi emergenziali sostituiscono da decenni qualsiasi strategia di messa in sicurezza.

È significativo che una delle strade provinciali oggi chiuse per frana fosse già stata interdetta nei giorni precedenti a causa di un precedente movimento franoso piuttosto esteso.

Il dissesto non nasce in una notte.

È il prodotto di scelte politiche stratificate, di un modello di sviluppo che considera alcune aree sacrificabili.

Dentro questo quadro generale si inserisce un elemento strutturale e determinante: la militarizzazione permanente del territorio.

Niscemi è da molti anni uno dei luoghi simbolo dell’occupazione militare statunitense del territorio italiano. Ospita una delle più grandi basi militari statunitensi presenti nel Paese, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) della US Navy, all’interno della quale è stato installato il MUOS (Mobile User Objective System), sistema globale di telecomunicazioni militari degli Stati Uniti, ad uso esclusivo della Marina militare statunitense.

Parliamo di un complesso militare che, per estensione, è paragonabile al sedime dell’intero aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, collocato dentro e ai margini di un’area naturale protetta come la Sughereta di Niscemi.

Fin dall’inizio, il Movimento No MUOS ha denunciato l’incompatibilità radicale tra la fragilità geologica e idrogeologica del territorio, il valore ambientale dell’area e la presenza di un’infrastruttura militare di queste dimensioni, basandosi su studi, perizie, osservazioni tecniche e documentazione pubblica.

A queste argomentazioni lo Stato ha risposto non con prevenzione, monitoraggi indipendenti o politiche di tutela, ma con centinaia di denunce e procedimenti giudiziari contro chi segnalava pubblicamente i rischi sociali, ambientali, sanitari e idrogeologici legati alla presenza della base NRTF e del MUOS. FONTE https://www.nomuos.info/frana-a-niscemi-non-e-una-coincidenza/

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Il MUOS DI NISCEMI, UN’ARMA AMBIENTALE?

 

INTERVISTA ATTUALE CON ANTONIO MAZZEO

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