Da anni politici, autorità e media ripetono la formula: il vaccino mRNA ha salvato milioni di vite. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Research in Social and Administrative Pharmacy (DOI: 10.1177/09246479251336610) getta una luce cruda sulla realtà, mostrando che questa affermazione è, nel migliore dei casi, fuorviante, se non volutamente esagerata.Risultati paradossaliI ricercatori hanno analizzato i dati dell’OMS sui decessi per COVID-19 tra il 2020 e il 2023 e hanno scoperto che in molte regioni i tassi di mortalità sono aumentati significativamente dopo l’introduzione dei vaccini. Nella regione del Pacifico occidentale, ad esempio, l’aumento è stato fino al 1275%. In altre parole: invece del promesso calo, le campagne vaccinali sono state seguite da un forte incremento dei decessi segnalati.Lo studio parla cautamente di un modello “paradossale”. Ma l’impatto è evidente: come si concilia questo con la narrazione ufficiale secondo cui il vaccino ha salvato innumerevoli vite?Correlazione, non salvezzaGli autori sottolineano che la loro analisi evidenzia correlazioni, non causalità. Ma questo è proprio il punto cruciale. Se i tassi di mortalità aumentano nonostante campagne vaccinali senza precedenti, crolla il fondamento dell’affermazione che il vaccino abbia “posto fine alla pandemia”.Si potrebbero spiegare i risultati con varianti del virus, strutture demografiche o sovraccarico dei sistemi sanitari – tutte ipotesi plausibili. Tuttavia, resta il fatto: il vaccino da solo non ha controllato la pandemia. E non l’ha nemmeno terminata.La favola politicaPerché allora il mantra dei “milioni di vite salvate”? Era la formula perfetta per giustificare pressioni politiche, misure drastiche e la coercizione alla vaccinazione. Chi si opponeva veniva emarginato, diffamato e, in alcuni Paesi, persino escluso professionalmente.Oggi sappiamo:
La protezione dall’infezione era un’illusione.
La protezione da decorsi gravi era limitata nel tempo.
I giovani e sani avevano sin dall’inizio un rischio minimo dal virus, ma erano esposti a effetti collaterali del vaccino come miocarditi o complicanze neurologiche.
Il bilancio non dettoLa vera domanda è: il vaccino ha fatto più bene che male?
Per i gruppi a rischio molto anziani potrebbe aver offerto una protezione a breve termine.
Per la popolazione generale, tuttavia, i dati e l’aumento della mortalità in eccesso dal 2021 suggeriscono che il danno potrebbe superare il beneficio.
ConclusioneLo studio dimostra: dopo le campagne vaccinali, i tassi di mortalità nelle regioni dell’OMS sono aumentati significativamente. Con ciò, la narrazione politica dei “milioni di vite salvate” crolla su se stessa.La verità è più scomoda: il vaccino non è stato un salvatore, ma un esperimento di massa rischioso, con un bilancio complessivo incerto, forse negativo.L’affermazione che abbia salvato milioni di vite non era un fatto. Era propaganda.
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Naomi Wolf ha rilasciato una testimonianza esplosiva al Parlamento europeo, accusando direttamente la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di aver insabbiato i crimini di Pfizer. Citando documenti nascosti, contaminazione del DNA e preoccupazioni sulla fertilità, Wolf ha dichiarato: “Questo è un crimine contro l’umanità”. Ha sostenuto che von der Leyen ha protetto Pfizer invece di proteggere i cittadini europei, tradendo la democrazia e la fiducia dei cittadini. Con l’aggravarsi dello scandalo dei Pfizer Papers, aumenta la pressione su von der Leyen affinché risponda di accordi segreti, messaggi di testo mancanti e del suo ruolo nell’aver anteposto gli interessi aziendali alla trasparenza.
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