SE LE RICERCHE SUL CLIMA FOSSERO UN’ARMA (saremmo dentro a una spy story)

 

Secondo lo scienziato Alan Robock, gli Usa finanzierebbero ricerche sul clima per individuare armi meteorologiche. Una storia degna delle migliori “teorie del complotto”
di Chiara Boracchi

Si possono utilizzare le ricerche ambientali come arma? Evidentemente i servizi segreti americani pensano di sì, se è vera la notizia comparsa sul Guardian di ieri che racconta dell’interessamento della Cia per il lavoro di uno scienziato che ha collaborato alla stesura dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, il climatologo della Rutgers University (New Jersey) Alan Robock.

Il ricercatore, che studia come l’aerosol presente nella stratosfera possa raffreddare la superficie del pianeta, in modo analogo a quello che potrebbe fare una massiccia eruzione vulcanica, ha raccontato al quotidiano di esser stato contattato tre anni fa da un paio di sedicenti agenti della Cia che volevano capire se fosse possibile stabilire se un altro paese stesse controllando il clima degli Stati Uniti.

Secondo l’articolo del giornale britannico, Robock avrebbe risposto all domanda paranoica rivoltagli che un tentativo di modificazione simile sarebbe visibile tramite satellite, escludendo quindi l’ipotesi.

Quello che ha fatto ulteriormente preoccupare il climatologo sarebbe stato un report pubblicato la scorsa settimana dalla National Academy of Sciences sui diversi approcci per affrontare il cambiamento climatico: il documento affronta sia i mezzi per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera, sia i modi per modificare le nuvole o la superficie terrestre in modo da riflettere più luce solare verso lo spazio. Secondo lo studio sarebbe ancora più conveniente ridurre la CO2, che influenzare il clima.

Ma dato che la relazione sarebbe stata finanziata congiuntamente da Cia, Nasa, Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, Robock non sembra convinto delle “buone intenzioni” degli Stati Uniti, orientandosi verso la teoria del complotto.

La Cia, che aveva istituito nel 2009 il Centro sui cambiamenti climatici e la sicurezza nazionale, chiuso poi nel 2012, si starebbe ancora occupando di monitorare le ricerche sul clima, soprattutto per individuare potenziali minacce.

L’uso degli esperimenti sul clima come arma è stato vietato nel 1978 in base alla Convenzione di modifica ambientale (Enmod); Robock sarebbe tuttavia convinto che gli Stati Uniti stiano cercando non solo di individuare potenziali minacce, ma anche di agire in modo scorretto.

FONTE

LA CIA VUOLE USARE LA GEOINGEGNERIA A FINI MILITARI?

Alan Robock, collaboratore dell’IPCC, lancia l’allarme: i servizi segreti siano trasparenti nelle loro intenzioni riguardo alla geoingegneria

(Rinnovabili.it) – «Ho paura che la CIA o altre agenzie possano usare la geoingegneria per scopi militari». Non è un mitomane a lanciare questo appello, bensì un climatologo di fama mondiale che ha contribuito ai report dell’IPCC. Si chiama Alan Robock, lavora alla Rutgers University nel New Jersey, e si occupa di geoingegneria da anni. Adesso ha deciso di venire allo scoperto: teme che i servizi di intelligence stiano finanziando la ricerca sul cambiamento climatico per sapere se le nuove tecnologie possano essere usate come armi. Lo scienziato ha chiesto alle agenzie governative di essere trasparenti circa i loro reali interessi di modificare il clima del pianeta.

La scorsa settimana, la National Academy of Sciences ha pubblicato

un rapporto in due volumi su diversi approcci per affrontare il cambiamento climatico. Uno si è concentrato sui mezzi per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera, l’altro sulle tecnologie per aumentare la capacità delle nuvole di riflettere la luce solare (leggi l’articolo di rinnovabili.it “Geoingegneria «irresponsabile e irrazionale» per la NAS”).

La relazione concludeva che la geoingegneria era così lontana dall’essere sicura che la “normale” riduzione delle emissioni di carbonio attraverso il cosiddetto “green shift” rimaneva l’approccio più praticabile per arginare gli effetti più gravi dei cambiamenti climatici. Un rapporto della Royal Society nel 2009 giungeva a simili conclusioni.

Il rapporto, costato 600 mila dollari, è stato in parte finanziato da parte dei servizi segreti americani, ma secondo Robock non avevano pienamente spiegato i loro interessi per questa valutazione.

«La CIA è stata uno dei principali finanziatori del rapporto redatto dalla National Academies, e questo mi fa preoccupare molto – ha detto – Ho cominciato a sospettare un coinvolgimento dei servizi segreti nella scienza del cambiamento climatico dopo aver ricevuto, tre anni fa, una chiamata da due uomini. Sostenevano di essere consulenti CIA e hanno detto: ‘Vorremmo sapere se abbiamo i mezzi per rilevare se qualche altro paese sta controllando il nostro clima’. Ma credo che il loro retropensiero fosse: ‘Se volessimo controllare il clima di qualcun altro, potremmo venire scoperti?’».

L’uso del meteo come arma è stato vietato nel 1978 nell’ambito della Environmental Modification Convention. Prima che entrasse in vigore, gli Stati Uniti hanno più volte messo in pratica tecniche di manipolazione del clima. Nei primi anni ’60, i ricercatori del Project Storm Fury hanno inseminato i temporali con vario genere di particelle, nella speranza di diminuire il loro potere distruttivo. Procedure analoghe sono state adottate durante la guerra del Vietnam, con l’inseminazione delle nuvole sopra il percorso delle truppe di Ho Chi Minh, nel tentativo di rallentare o bloccare nel fango i rifornimenti per i soldati nord-vietnamiti.

FONTE

APPROFONDIMENTI

http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2015/01/08/gelo-usa-chicago-new-york-getty6.jpg

Periodo freddo prolungato anche nelle prossime settimane sugli USA orientali

http://www.meteoportaleitalia.it/analisi/monitoraggio-a-analisi-modelli/analisi-meteorologica/19698-periodo-freddo-piuttosto-prolungato-per-gli-usa.html

La guerra ambientale è in atto – Intervento del Gen. Fabio Mini

https://www.youtube.com/watch?v=RX5SY4orWxQ

Arming the nature – La natura come arma http://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/risorse/arming-the-nature-la-natura-come-arma/

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