Negli anni settanta la CIA aveva sviluppato il progetto di un insetto spia, in grado di raccogliere dati utili per i servizi d’intelligence. Il prototipo di ‘insettocottero‘ era stato costruito da un orologiaio. Capace di volare per un raggio di 200 metri e per una durata di 60 secondi, il robot in miniatura non riusciva però a resistere alle folate di vento. Per questo, l’agenzia Usa avrebbe poi deciso di abbandonare il dispositivo.

Un articolo di qualche anno fa racconta: 

“Cani, gatti, delfini, uccelli: sono gli animali che la CIA tentò di addestrare durante la guerra fredda per spiare l’Urss. Lo rivela la Bbc in un reportage da Langley, Virginia, sede della Cia, dopo che sono stati declassificati alcuni file, anche se rimane top secret quante missioni furono portate a termine con successo. I più efficaci si rivelarono i piccioni viaggiatori, capaci di volare su obiettivi sensibili, fotografarli e tornare alla base a distanza di centinaia di chilometri da qualunque posto fossero stati liberati per le loro missioni. Nome in codice dell’operazione, Tacana, risalente agli anni Settanta.”

E si parla ora di piccioni utilizzati per scopi di intelligence, cioè di piccioni spia russi. 

 

 

 

Scatta l’allarme per i piccioni-spia: “Hanno un chip nel cervello con cui vengono controllati. Possono volare per mesi spiando tutti senza che nessuno se ne accorga”

L’azienda russa Neiry ha creato dei biodroni impiantando chip nel cervello dei piccioni, controllabili a distanza e capaci di volare per mesi

di F.Q.

Il nome in codice è PJN-1. Nella pratica sono i famigerati biodroni russi, ovvero piccioni ai quali sono stati impiantati chirurgicamente nel cervello dei chip neurali e che potranno essere controllati e fatti volare per migliaia di chilometri e per intere settimane. Ad annunciare il nuovo gingillo per il controllo aereo dei cieli internazionali è stata l’azienda tecnologica russa Neiry secondo la quale questi uccelli possono volare per 310 miglia al giorno. Le missioni di spionaggio potranno durare settimane se non mesi visto che gli elettrodi impiantati nel cranio dei piccioni sono collegati ai minuscoli zainetti alimentati a energia solare. Da Neiry affermano che per i poveri piccioni “non è stata necessaria alcuna formazione” e che gli uccelli possono essere guidati a distanza in qualsiasi direzione. L’agenzia Niery non ha rivelato quanti uccelli siano stati uccisi per i propri esperimenti sul cervello. Alexander Panov, fondatore dell’azienda, ha affermato: “Al momento, la soluzione funziona sui piccioni, ma qualsiasi uccello può essere utilizzato come vettore (si parla di gabbiani e albatros ndr)”. “Per trasportare carichi più pesanti abbiamo intenzione di utilizzare i corvi”, ha concluso.

Il timore per molti osservatori delle dinamiche di questo settore è che uccelli più grandi possano presto essere trasformati in armi. I creatori del biodrone hanno poi ricordato che questo programma sia uno strumento per la protezione di siti sensibili, quindi per “monitorare e proteggere strutture sensibili”. Così come in Europa, la Commissione sta riuscendo ad azzerare la privacy individuale online per decreto e utilizzando l’ariete di una legge sulle violenze sui minori, la Russia putiniana inizia ad aprire varchi per il controllo fisico dal cielo. Come scrive il DailyMail “poiché i piccioni sono onnipresenti nelle città russe, potrebbero mimetizzarsi tra la folla portando di nascosto telecamere o sensori spia”; oppure la stessa tecnologia potrebbe consentire di sorvegliare zone di guerra come l’Ucraina senza essere individuati come dispositivi di sorveglianza. Neiry del resto descrive gli uccelli modificati come quasi indistinguibili da quelli veri: “Il piccione-biodrone PJN-1 si differenzia da un comune uccello solo per il filo di neurointerfaccia che sporge dalla sua testa e per il piccolo zaino contenente componenti elettronici”.

FONTE https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/27/scatta-lallarme-per-i-piccioni-spia-hanno-un-chip-nel-cervello-con-cui-vengono-controllati-possono-volare-per-mesi-spiando-tutti-senza-che-nessuno-se-ne-accorga/8210122/ 

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“INSECTOTHOPTER”, UN INSETTO SPIA DELLA CIA NEL 1970

 

 

 

 

 

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