Chi inquina paga i danni”. ONU e Cassazione aprono la strada alle cause contro Stati e aziende

Sarebbe ora, il problema è che la cattivo  è la molecola vitale CO2. La CO2 e il cambiamento climatico sono dipinte come malattie da azzerare; si nega che siano sempre esistite e che sempre esisteranno, e che siano fattori della vita sulla Terra. Da quando il clima è stato dichiarato il problema più grave, l’inquinamento ambientale è scomparso dal vocabolario. Oggi le minacce ambientali sono sinonimo di CO2 e clima. Non guerre, non contaminazione atmosferica, non devastazione chimica di aria, acqua e suolo a causa di innumerevoli tossine..il nucleare è diventato addirittura verde.

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Gli Stati (e per estensione anche le aziende) hanno il dovere di fermare il riscaldamento globale e dovrebbero essere ritenuti legalmente responsabili delle loro emissioni di gas serra. Ha una portata storica il parere emesso oggi, mercoledì 23 luglio, dalla Corte internazionale di giustizia. Per la prima volta, il massimo tribunale delle Nazioni Unite è stato chiamato a esprimersi in materia di cambiamenti climatici. E il verdetto a cui sono giunti i quindici giudici del collegio è inequivocabile: i cambiamenti climatici rappresentano «una minaccia esistenziale» e i governi sono tenuti ad agire di conseguenza per limitarne gli impatti peggiori.

La Repubblica:

Clima, storica sentenza della Corte dell’Aia: “Sì a risarcimenti dai Paesi che violano gli obblighi”

Il parere dei giudici: “Chi è danneggiato può richiedere indennizzi. Un ambiente pulito, sano e sostenibile è un diritto umano” VEDI https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/23/news/clima_corte_aia_risarcimenti_dai_paesi_che_violano_gli_obblighi-424748328/

Il Sole24ore

La Corte di giustizia Onu: «Gli Stati hanno l’obbligo di contrastare il climate change»

«I trattati sul cambiamento climatico stabiliscono obblighi rigorosi, la mancata adozione da parte di uno Stato di misure adeguate può costituire un illecito internazionale». Il parere non è vincolante, ma avrà impatto sulle future cause legali, anche per le richieste di risarcimento. La vittoria della piccola nazione insulare del Pacifico, Vanuatu… Sole 24 ore https://www.ilsole24ore.com/art/la-corte-giustizia-onu-gli-stati-hanno-l-obbligo-contrastare-climate-change-AHPa9wrB

I mass media hanno accolto la sentenza della Corte dell’Aia come un fatto epocale, sottolineando l’avanzamento della responsabilità giuridica in materia climatica, la spinta al cambiamento delle politiche pubbliche e la portata globale della decisione, pur nel riconoscimento dei suoi limiti formali. Sono unanimi nell’evidenziare l’impatto positivo per i movimenti climatici e il potenziale effetto moltiplicatore sulle cause per risarcimento dei danni legati al clima.

In sintesi:  La sentenza dell’Aia non impone, da sola, obblighi legali automatici di risarcimento agli Stati, ma apre a una nuova stagione giuridica in cui tali obblighi potranno essere rivendicati con maggiore forza e possibilità di successo nei tribunali. La comunicazione massmediale enfatizza l’aspetto rivoluzionario e di responsabilizzazione, talvolta lasciando intendere che si tratti già di un vincolo diretto, mentre il suo effetto pratico dipenderà dall’adozione di queste indicazioni da parte dei legislatori e delle corti internazionali e nazionali.

NOTA: La Corte internazionale di giustizia non va confusa con la Corte penale internazionale, istituita nel 2002 (non legata all’ONU ed anch’essa con sede all’Aia, Paesi Bassi), il cui compito è invece quello di giudicare individui ritenuti colpevoli di crimini internazionali. 

VEDI ANCHE

https://www.rainews.it/articoli/2025/07/storica-sentenza-della-corte-internazionale-di-giustizia-riscaldamento-globale-viola-diritti-umani-a5702daa-5fb4-43c7-af59-fbd391569a07.html

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