Di Nogeoingegneria

La nanotecnologia è una rivoluzione silenziosa: è già ovunque, nella vita quotidiana di tutti noi, accolta non di rado con entusiasmo, ma quasi mai con domande serie sulle conseguenze. Introduciamo nanoparticelle a ogni livello – nei vestiti che indossiamo, nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo – senza accorgercene minimamente. Guardiamo con preoccupazione il cielo, le scie degli aerei, i “filamenti” che cadono.

Fatto sta, il nostro ambiente è già saturo di nanoparticelle prodotte e disperse da fonti di uso quotidiano: siamo noi stessi, con le nostre scelte e il nostro modo di vivere, una fonte rilevante di nanoparticelle ognipresente.

Se oggi qualcuno analizza un campione di pioggia o l’aria che respiriamo, ecco da dove possono arrivare le nanoparticelle: usura di pneumatici e pastiglie freni (fonte n. 1 nelle città ) –  vernici e rivestimenti di auto, edifici, mobili –  medicinali – cosmetici e creme solari (nano-TiO₂ e nano-ZnO) che finiscono in doccia → depuratore → fiumi → evaporazione → pioggia –  tessuti trattati con nano-argento (calzini, magliette, lenzuola): l’argento si stacca a ogni lavaggio –  spray per la casa, deodoranti, impregnanti per scarpe e tessuti –  combustione di carburanti in basso come in alto –  inceneritori –  erosione di pannelli solari e vetri autopulenti  – emissioni industriali di nanotubi, grafene, ecc.ecc.

A queste si aggiunge certamente tutto quello che viene rilasciato in quota e scende dal cielo. 

Le  nanoparticelle introdotte nell’ ambiente non sono semplici “polveri piccole” e “smart”. Non sono smart per niente. A scala nano cambiano completamente comportamento: diventano altamente reattive, penetrano le cellule, superano la barriera emato-encefalica e quella placentare, generano radicali liberi, danneggiano DNA, proteine e membrane. Non si degradano facilmente, si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare. Sono già state trovate nel latte materno e nel sangue del cordone ombelicale.

Eppure in Europa e nel mondo, se le nanoparticelle sono “fissate” nel prodotto e più piccole di 100 nm, non c’è obbligo di scriverlo in etichetta. Le usiamo ogni giorno senza saperlo.

Le nanofibre di carbonio e alcuni nanotubi – gli stessi che vengono trovati in certi “filamenti” raccolti da terra – hanno forma e dimensioni simili alle fibre di amianto e provocano, in laboratorio, infiammazioni analoghe.Gli studi di tossicità durano poche settimane. Nessuno sa cosa succede dopo anni di esposizione cronica a basse dosi.

«Prima di poter gestire il rischio dobbiamo comprendere meglio le proprietà fisico-chimiche e l’impatto reale. Solo allora potremo suggerire misure di mitigazione adeguate», dice Carlos Rumbo Lorenzo, coordinatore del progetto europeo DIAGONAL, che ha già prodotto 28 pubblicazioni scientifiche sul tema.

Il nostro mondo è già impregnato e  impolverato di nano. Lo mangiamo, lo respiriamo, lo indossiamo. E quasi nessuno lo sa.

Ecco dove le incontriamo già oggi (elenco parziale, ma impressionante):

1. Casa e edilizia

  • Pavimenti e piastrelle antiscivolo permanenti (nanoparticelle di ossidi ceramici)

  • Vetrocamera e finestre autopulenti (rivestimenti di TiO₂ fotocatalitico, tipo Pilkington Activ™, Saint-Gobain Bioclean)

  • Pannelli fotovoltaici autopulenti (stessi rivestimenti TiO₂ o SiO₂ idrofobici)

  • Vernici e intonaci antimuffa, antibatterici e anti-inquinamento (nano-argento, nano-TiO₂)

  • Cemento e calcestruzzo autoriparanti o ultra-resistenti (nanotubi di carbonio, nanosilice)

  • Rivestimenti anti-graffio per parquet e laminati

  • Tessuti per tende e divani antimacchia/idrorepellenti/oleorepellenti (nano-finitura “lotus effect”)

2. Abbigliamento e calzature

  • Calzini, magliette e intimo “anti-odore” (nanoparticelle d’argento o ossido di zinco)

  • Abbigliamento idrorepellente e antimacchia (NeverWet, Nano-Care, ecc.)

  • Scarpe con suole auto-rigeneranti o antiscivolo permanente

  • Costumi da bagno ultra-asciugatura rapida

  • Giubbotti antivento con membrane Gore-Tex migliorate con nanotecnologia

3. Auto e trasporti

  • Vernici auto antigraffio e autopulenti (Ceramic Pro, Nanolex, ecc.)

  • Parabrezza e specchietti idrofobici (Rain-X con nano, Aquapel, Gtechniq G1)

  • Cerchi in lega anticorrosivi e più leggeri (nanoricevuti in alluminio)

  • Pneumatici con nanosilice (miglior grip sul bagnato e minor consumo)

  • Filtri abitacolo con nano-argento antibatterico

  • Carrozzerie in acciaio o alluminio nanostrutturato (più leggero e resistente)

4. Elettrodomestici e cucina

  • Frigoriferi con rivestimenti antibatterici (nano-argento, es. Samsung, LG)

  • Pentole antiaderenti rinforzate con nanoparticelle ceramiche o diamante

  • Superfici cucina in quarzo o ceramica con nano-sigillanti antimacchia

  • Filtri per cappe e purificatori d’aria con nanofibre HEPA

5. Cosmetica e igiene personale

  • Creme solari con filtri fisici nano (ossido di zinco e biossido di titanio nano)

  • Dentifrici con nano-idrossiapatite (ripara lo smalto)

  • Deodoranti con nano-argento

  • Shampoo e balsami con nano-lipidi o cheratina nano

  • Rasoi con lame rivestite in nano-ceramica (durano di più)

6. Elettronica e smartphone

  • Schermi Gorilla Glass (vetro alluminosilicato nanostrutturato)

  • Rivestimenti oleofobici anti-impronta su touch screen

  • Batterie litio-ioni con anodi in silicio nanostrutturato (maggiore capacità)

  • Dissipatori di calore con nanotubi di carbonio o grafene

  • Memorie flash NAND sempre più dense grazie alla litografia estrema

7. Sport e tempo libero

  • Racchette da tennis e mazze da golf in fibra di carbonio con nanotubi

  • Sci con basi nanostrutturate che scivolano meglio

  • Palline da golf con nucleo nano-rinforzato

  • Caschi bici/moto più leggeri e resistenti (materiali nanocompositi)

8. Medicina e farmacia (prodotti da banco)

  • Cerotti con nano-argento per cicatrizzazione veloce (Acticoat, Aquacel Ag)

  • Colliri con principi attivi incapsulati in nanoparticelle

  • Integratori con vitamine liposolubili nano-emulsionate (miglior assorbimento)

  • Test di gravidanza e glicemia con strisce a nano-oro

9. Alimentare e packaging

  • Pellicole e vaschette con nano-argento antibatterico

  • Bottiglie PET rinforzate con nano-argilla (miglior barriera all’ossigeno)

  • Sacchetti che prolungano la vita di frutta e verdura (nano-etilene scavenger)

10. Altri esempi quotidiani

  • Penne a sfera che scrivono meglio grazie a inchiostri nanodispersi

  • Occhiali con lenti antiriflesso e antigraffio multistrato nano

  • Filtri per l’acqua domestici con membrane nanofiltrazione

  • Tessuti per mascherine FFP2/FFP3 con nanofibre elettrofilate (dispersi a tonnellate in questi anni)

  • Impregnanti per scarpe e giacche (es. Granger’s, Nikwax con nano)   E MOLTO ALTRO ANCORA.

Mentre ci chiediamo se le nanoparticelle cadano dal cielo, e lo fanno, milioni di pazienti ogni giorno si fanno iniettare particelle nelle vene come farmaci salvavita. 

Farmaci e medicina (già in uso quotidiano, non solo sperimentale)

  • Chemioterapici nano-coniugati (es. Abraxane®, Caelyx®, Onivyde®) – già approvati e somministrati a migliaia di pazienti oncologici

  • Vaccini mRNA anti-COVID (Pfizer e Moderna) – lipidi cationici nanostrutturati (ALC-0315 e SM-102) che formano le nano-particelle lipidiche (LNP)

  • Insuline nano-incapsulate per inalazione o cerotti (in fase avanzata)

  • Ferro per via endovenosa in anemia grave (Ferinject®, Monofer®, Venofer®) – carbossimaltosio di ferro o complessi nano da 3-6 nm

  • Anestetici locali nano-incapsulati (Exparel®) – bupivacaina in liposomi da 100-200 nm, durata 72 ore invece di 6

  • Contraccettivi ormonali nano-strutturati in fase III

  • Colliri antiglaucoma con principi attivi in nano-cristalli (es. alcuni preparati di timololo o latanoprost)

  • Antivirali nano (es. nano-formulazioni di remdesivir o favipiravir usate in pandemia)

  • Diagnostica in vivo: mezzi di contrasto per risonanza magnetica a base di gadolinio nano o ferroxidi (Resovist, Feridex, Lumirem)

  • Test rapidi Covid, influenza, troponina, PSA – quasi tutti usano oro colloidale o particelle magnetiche da 10-50 nm

Fonti

Che fine hanno fatto i banchi di valutazione del rischio delle nanotecnologie https://www.samaterials.it/content/nanotechnology-risk-assessment-stands-to-gain-from-nanoparticle-categorization-framework.html

Nanotechnology in healthcare, and its safety and environmental risks (2024)
Journal of Nanobiotechnology
https://jnanobiotechnology.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12951-024-02901-x

Progetto europeo DIAGONAL – 28 pubblicazioni open-access sui rischi e sicurezza dei nanomateriali
https://www.diagonalproject.eu/publications/

Nanomedicine and Clinical Research List – Elenco completo delle nanomedicine già approvate FDA/EMA (aggiornato 2024)
CD Bioparticles
https://www.cd-bioparticles.net/supports/nanomedicine-and-clinical-research-list

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