Disastro Siberia: temperature sopra i 35 gradi. Ondata di caldo senza precedenti e ora col permafrost che si scioglie si temono gli incendi

Venerdì si sarebbero toccati addirittura i 38°C a Verkhoyansk. Se confermato potrebbe trattarsi della più alta temperatura mai registrata oltre il circolo polare artico. (per un’escursione termica di oltre 100 gradi dall’inverno ad oggi). Intanto continua la conta dei danni del disastro ambientale nel fiume Ambarnaya (per i corsi d’acqua artici sono di circa 100 miliardi di rubli – 1,4 miliardi di dollari)

NIZHNYAYA PESHA. E’ una delle regioni abitate più fredde del mondo ma in queste ore sta registrando delle massime da record, da clima mediterraneo. Stiamo parlando della Siberia e in particolare della zona di Nizhnyaya Pesha dove due settimane fa si sono toccati i 30 gradi centigradi e dove da giorni le temperature sono altissime come riporta il The Guardian.

 

E pensare che nella zona in questo periodo dell’anno si viaggia sugli zero gradi e che anche in un’altra zona, a Khatanga in precedenza si era registrato un valore record di 12 gradi mentre il 22 maggio si era già sui 25°C. Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), a maggio le temperature hanno fatto segnare una media di circa 10°C. Venerdì, poi, nel villaggio di Verchojansk – paesino popolato da mille abitanti nella Repubblica autonoma della Sacha-Jacuzia (Siberia orientale) – si è arrivati al valore record di 38 gradi.

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Un dato non ancora confermato ufficialmente, ma che appare, purtroppo, molto credibile visto il trend degli ultimi giorni e le temperature segnalate nella zona (in molte località superiori ai 30 gradi). Qualora questo dato fosse confermato, comunque, si tratterebbe del record assoluto e le preoccupazioni, adesso, sono altissime perché si starebbero creando le condizioni ideali per lo sviluppo di grossi incendi come era accaduto l’anno scorso all’altezza del Circolo Polare Artico.

Sulla pagina di meteo Giuliacci.it così viene spiegata la situazione in Siberia: ”Nella giornata di venerdì 19 Giugno le temperature hanno superato spesso i +30°C toccando addirittura i +38°C a Verkhoyansk. Se confermato potrebbe trattarsi della più alta temperatura mai registrata oltre il circolo polare artico. Incredibile l’escursione termica in pochi mesi: in inverno questa località è una delle più fredde con temperature fino a -65/-67°C, quindi venerdì si sono registrati ben 105°C in più! Il record di caldo del 25 luglio 1988, con +37.3°C, potrebbe essere quindi stato superato”.

Ma non è tutto: a fine maggio si è verificato uno dei peggiori disastri naturali della zona con lo sversamento di enormi quantità di carburanti nel fiume Ambarnaya non lontano da Norilsk cittadina da oltre 100.000 abitanti situata nel Territorio di Krasnojarsk, nella Siberia settentrionale (la seconda città al mondo per popolazione oltre il Circolo Polare Artico dopo Murmansk). Ebbene le analisi avrebbero rilevato che la rottura avvenuta nella centrale che ha provocato lo sversamento sarebbe in parte ricollegabile allo scioglimento del permafrost che a questo punto in molte zone comincia ad essere instabile (qui per la fonte).

Il carburante, poi, ha raggiunto un lago glaciale artico collegato al Mar di Kara, parte dell’Oceano Artico. I danni stimati per i corsi d’acqua artici sono di circa 100 miliardi di rubli (1,4 miliardi di dollari).  FONTE https://www.ildolomiti.it/ambiente/2020/disastro-siberia-temperature-sopra-i-35-gradi-ondata-di-caldo-senza-precedenti-e-ora-col-permafrost-che-si-scioglie-si-temono-gli-incendi

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