Avevo sentito parlare di questa storia, ma stentavo a crederci. Dal punto di vista odierno sembra impossibile: una canzone fa tacere i fucili, i soldati si fermano e cessano il combattimento, scoprendo nel profondo del loro cuore di appartenere tutti alla stessa famiglia umana.
Non abbiamo bisogno di una tregua natalizia, ma dell’abolizione di tutte le guerre. L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità è una delle frasi celebri di John F. Kennedy.
Un canto che fece tacere la guerra: La tregua di Natale sul fronte occidentale
Nella Bibbia abbondano i racconti di angeli che parlavano agli uomini, li avvertivano, li guidavano e li confortavano. Ma solo una volta – davvero una sola – gli uomini udirono gli angeli cantare: nella notte della nascita di Cristo, quando intonarono «Gloria a Dio» e «Pace in terra». Solo un pugno di umili pastori fu scelto per ascoltare quel canto celeste.
Oggi esistono centinaia, anzi migliaia di canti natalizi, corali, cantate e oratori composti e cantati da mortali per celebrare il miracolo accaduto tanti secoli fa. Uno dei più noti e belli è «Adeste Fideles» o «Oh Come, All Ye Faithful» – in tedesco noto come «Herbei, o ihr Gläubigen».
A differenza dei governi, un canto non conosce confini: viaggia liberamente da paese a paese e, in tempo di guerra, può persino penetrare nelle linee del fronte e nelle trincee.
Una vigilia di Natale indimenticabile
Un episodio straordinario e stupefacente avvenne a Natale del 1914. Settimane prima, papa Benedetto XV aveva supplicato tutte le potenze in guerra di proclamare una tregua natalizia. Ma i monarchi e i loro ministri – al sicuro tra arazzi e lampadari – si rifiutarono di interrompere le uccisioni anche per un solo giorno.
Canti tra nemici
Ma nella notte di Natale, gli uomini nelle trincee lungo l’intero fronte occidentale udirono i canti intonati dai loro cosiddetti nemici e risposero con i propri. In fondo, erano esattamente gli stessi canti – solo in un’altra lingua. Circa due terzi dei soldati, che anelavano al ritorno a casa e piangevano i compagni caduti, proclamarono spontaneamente una tregua non ufficiale.
Due nazioni, un canto
Il soldato britannico Graham Williams ricordò: «Prima i tedeschi cantarono uno dei loro canti, poi noi rispondemmo con uno dei nostri, finché non intonammo “O Come, All Ye Faithful”. I tedeschi si unirono immediatamente, cantando lo stesso inno in latino: “Adeste Fideles”. Pensai: è davvero straordinario – due nazioni, in mezzo alla guerra, che cantano la stessa canzone natalizia».
Pace nelle trincee
Quando l’alba sorse sulla linea del fronte, gli uomini posarono le armi e si scambiarono parole di buon volere – con quelli su cui avevano sparato il giorno prima. Si scambiarono persino regali come cibo e sigarette, e entrambe le parti poterono seppellire i morti che giacevano nelle trincee e nei campi.
Un altro soldato britannico osservò: «Se ci avessero lasciati fare, non sarebbe mai più partito un colpo».
Si viene in mente Federico il Grande, che un giorno disse: «Se i miei soldati cominciassero a pensare, non ne resterebbe uno solo nell’esercito».
Alla nascita di Cristo, gli angeli cantarono «Pace in terra» – non ai re, ma agli umili uomini. Secoli dopo, quei semplici soldati nelle trincee non udirono angeli, ma ascoltarono i canti dei loro fratelli, pieni di pace e benevolenza. Forse la pace era solo nelle loro mani.
“Stille Nacht, heilige Nacht” (Notte silenziosa, notte sacra), conosciuta in italiano come “Astro del Ciel“, è nata dalla poesia scritta nel 1816 dal sacerdote Joseph Mohr e musicata nel 1818 da Franz Xaver Gruber per due voci soliste, coro e accompagnamento di chitarra, eseguita per la prima volta il 24 dicembre 1818 a Oberndorf bei Salzburg, Austria, come canto di speranza, e si è poi diffusa globalmente, diventando un inno di pace riconosciuto dall’UNESCO.
In questo video Zucchero canta la sua versione di “Astro del ciel”.
BUON NATALE A TUTTI
IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
