L’uscita di Trump da 66 organizzazioni internazionali che reindirizza fondi verso priorità interne e militari, inclusi e sopratutto gli aumenti del budget difesa. Tucker Carlson ha espresso preoccupazioni sul rischio di una guerra mondiale legate proprio al piano di Trump per un budget militare da 1,5 trilioni di dollari nel 2027.
Carlson attacca Trump per tradire l’isolazionismo America First, accusandolo di cedere ai neocon e preparare guerre infinite, come sull’Iran.
Ha definito il piano di budget difesa da 1,5 trilioni di dollari (2027) “non un bilancio di pace, ma di guerra su larga scala”, segnale di preparativi per una guerra regionale o anche globale. Vedi qui
Paragrafo ad Alta Carica Esplosiva – La Legge sulla Difesa USA Riconosce per la Prima Volta la “Guerra Elettromagnetica Cognitiva”
Mentre il Presidente Donald Trump annuncia un massiccio aumento del bilancio militare USA, la nuova legge sulla difesa degli Stati Uniti contiene una formulazione poco notato ma esplosiva. Trump vuole incrementare il budget della difesa per il 2027 di circa il 50% – da circa un miliardo a 1,5 miliardi di dollari USA, equivalenti a circa 1,3 miliardi di euro. Con ciò, secondo il Presidente, l’America potrà costruire un “esercito da sogno” che garantisca al Paese la sicurezza – “indipendentemente dal nemico”.
Ma al di là delle notizie sui record di spesa, nel National Defense Authorization Act (NDAA) 2026 si nasconde un notevole voce di bilancio: 44,2 milioni di dollari USA per la cosiddetta “guerra elettromagnetica cognitiva”, assegnata all’Aeronautica USA.
Per il medico e ricercatore Dr. Len Ber, questa scelta di parole non è affatto casuale. Essa rappresenta piuttosto un riconoscimento implicito che il Ministero della Difesa USA considera gli effetti cognitivi nello spettro elettromagnetico come un ambito autonomo di sviluppo militare. Decisivo è qui il termine “cognitivo”. Mentre la guerra elettronica classica mira a disturbare dispositivi, sensori o reti di comunicazione, questa nuova categoria sposta il focus sull’essere umano stesso – sulla percezione, il processo decisionale e i processi mentali.
Ber sostiene che con ciò venga nominato ufficialmente per la prima volta ciò che per decenni è stato negato o marginalizzato: che la ricerca militare non mira solo all’hardware e alle infrastrutture, ma anche alla coscienza umana come campo d’azione. L’NDAA rafforza questa valutazione obbligando il Ministro della Difesa a presentare al Congresso entro il 31 marzo 2026 una definizione vincolante di “guerra cognitiva”, così come il termine viene usato dal Pentagono.
Per contestualizzare, Ber rimanda a documenti NATO recenti. In un rapporto del 2025, l’Alleanza descrive la guerra cognitiva come l’influenza mirata sui processi decisionali “con tutti i mezzi e gli avanzamenti tecnologici disponibili”. Procedure basate su energia o elettromagnetiche non vengono nominate esplicitamente, ma nemmeno escluse.
Per Ber ne deriva un quadro chiaro: dopo decenni di negazione pubblica, l’architettura della sicurezza USA riconosce ora di fatto l’esistenza della guerra elettromagnetica cognitiva – nominándola ufficialmente, finanziandola e ancorandola istituzionalmente. Allo stesso tempo, critica lui, servizi segreti e autorità di sicurezza continuano a rifiutare una comunicazione aperta verso la popolazione.
Il suo appello è quindi non tecnico, ma democratico. Se tali tecnologie vengono sviluppate con fondi pubblici, deve esserci anche un dibattito trasparente sulla loro esistenza, le possibilità di impiego e i limiti etici. La domanda decisiva, secondo Ber, non è più se queste forme di guerra esistano – ma quanto a lungo i cittadini debbano accettare di essere informati su di esse in modo incompleto o fuorviante.
Fonte: Cognitive Electromagnetic Warfare is Now a Budget Line Item. The Public Deserves Honesty.
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GUERRA COGNITIVA – NON CONTROLLARE COME PENSI, MA STABILIRE COSA PENSI
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