Notizie buone non sono facili da trovare; ne spicca una soltanto, che comunque non fa un grande effetto. Sono anni che lo sentiamo dire: il buco d’ozono si sta chiudendo, per poi sentir dire che si sta riaprendo. Alcuni titoli di questi giorni:

Quarant’anni per “riparare” Il Buco dell’Ozono

Questo è il titolo di una dichiarazione di vittoria della WWF, e lo riassume: Sono passati, quasi 40, anni da quando, la scoperta del buco nell’ozono in Antartide, ha mostrato, al mondo, l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Una crisi ambientale globale da cui è emersa anche la nostra capacità di reagire. Mentre, infatti, monitoriamo il recupero di questo strato protettivo naturale, la sua storia ci offre una preziosa lezione per affrontare le altre complesse sfide ambientali del nostro tempo, prima fra tutte la crisi climatica. Parlare di “riparazioni” è una coincidenza? Il pianeta guarisce grazie all’uomo?

Ecco altri titoli:

Una buona notizia: quest’anno il buco dell’ozono si è chiuso il 1° dicembre

Strana notizia, pare che si sia chiuso come si chiude una porta.

Il buco dell’ozono si è già chiuso: scomparirà per sempre entro il 2066

Titolo altrettanto misterioso. Il buco si è chiuso, ma “chiuso” non per sempre, visto che scomparirà solo nel 2066.

Il buco dell’ozono del 2025 sarà il quinto più piccolo dal 1992: l’annuncio della NASA

E questa è una data particolare.

GIÀ NEL 1992 ci furono PRIME PROPOSTE PER LA RIPARAZIONE ..

GIÀ NEL 1992 PRIME PROPOSTE PER IL RISANAMENTO DELLO STRATO DI OZONO MEDIANTE GEOINGEGNERIA

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