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Articolo di NoGeoingegneria

Il “progetto pioggia” è nato nel 1985 per verificare la possibilità di impiegare la tecnologia israeliana già utilizzata dal 1960 in altre zone geografiche, anche mediterranee. La tecnica è stata implementata da TECNAGRO con l’impiego di numerosi scienziati italiani e stranieri. Tra il 1986 e il 1987 fu eseguito uno studio di fattibilità per verificare la possibilità di adattare il metodo israeliano alle particolari condizioni climatiche italiane. Nella seconda fase iniziò l’esperimento vero e proprio.

Il progetto fu interrotto per motivi di finanziamento nel 1995 (proprio in coincindenza con il periodo in cui sono iniziate le operazioni di geoingegneria clandestina), ma i Radar e le analisi delle modificazioni delle nuvole mostrarono che effettivamente aumentarono periodicamente le precipitazioni.

Considerando l’esperienza della TECNAGRO, WMO chiese loro di provvedere ad una programmazione tecnica di ingegnerizzazione della pioggia in Arabia Saudita.

In questo documento   i dettagli tecnici della sperimentazione.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Siccità – La Puglia insemina le nuvole

Siccità – La Puglia insemina le nuvole 

La pioggia si ottiene sparando nell’aria tramite piccoli aerei sostanze chimiche che condensano le particelle di aria sospesa trasformandole in gocce d’acqua

BARI – Soluzione trovata contro la siccità. Per aumentare le precipitazioni sulle proprie terre aride e senza riserve idriche naturali, la Puglia che riceve acqua dalle regioni vicine, seguirà l’esempio di Israele, che da 40 anni utilizza con successo una particolarissima tecnica di «inseminazione» delle nuvole per rendere verde e rigoglioso i deserto.

Si tratta di una vera e propria “stimolazione artificiale”, che si ottiene sparando nell’aria tramite piccoli aerei sostanze chimiche ad hoc che condensano le particelle di aria sospesa trasformandole in gocce di pioggia.

Il progetto Pioggia, per il quale sono stati stanziati oltre tre milioni di euro è già pronto per partire. La Puglia, tacco dello Stivale, è una regione assetata, con un’idrografia povera (il fiume più lungo è l’Ofanto che sfocia nell’Adriatico) a causa della presenza quasi nulla di montagne. I rubinetti della regione sono alimentati con le acque del fiume campano Sele o dei fiumi lucani che arrivano a destinazione tramite gli schemi idrici e le tubazioni dell’Acquedotto Pugliese.

AEROTECH DI LUGANO SI E’ AGGIUDICATA LA GARA (Adnkronos).

L’acqua arriva quindi materialmente dalla Basilicata, dove viene ‘potabilizzatà, e per questa ragione negli ultimi anni ai vicini lucani è stata pagata l’acqua all’ingrosso in base ad un accordo trilaterale con il Ministero delle Infrastrutture (ex dei Lavori Pubblici) del 1999.

Altri accordi con il Molise e con l’Abruzzo partono dalla stessa pregiudiziale, il costo dell’acqua. La Puglia ha una popolazione di 4.100.000 abitanti, un’estesissima superficie per l’agricoltura ed una diffusa serie di attività industriali, tra cui l’impianto siderurgico più grande d’Europa dell’Ilva di Taranto. A fronte di ingenti consumi di acqua sul proprio territorio la Puglia ha una sola riserva importante, l’invaso di Occhito. Per questi motivi la Regione Puglia ha deciso di provare un’altra carta. L’ufficio del commissario delegato per l’emergenza ambientale, Raffaele Fitto, che è anche governatore della Regione, ha stanziato la somma di 3.615.000 euro, rivenienti da fondi del Ministero dell’Ambiente, per dare corso al progetto di stimolazione artificiale delle nuvole. La gara è stata aggiudicata alla Aerotech di Lugano che dal primo novembre scorso ha avviato la fase logistica del “Progetto Pioggia”.

COLLABORANO AERONAUTICA MILITARE E AEROPORTO MILITARE DI BARI 

Le attività oggetto dell’appalto sono il servizio di stimolazione artificiale della pioggia ed il monitoraggio tramite la raccolta dei dati radar e pluviometrici, la predisposizione di una banca dati di monitoraggio, l’elaborazione periodica di rapporti, la copertura di 24 ore per 7 giorni alla settimana sia delle infrastrutture a terra che degli aeromobili adibiti al servizio, attività operative di monitoraggio e di volo, attività di elaborazione ed analisi dei dati raccolti. Durerà due anni. Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Aeronautica Militare e la III Regione Aerea dell’Aeroporto militare di Bari Palese. A Palese la Aerotech ha posto la base delle sue attività che dovranno riguardare l’intero territorio pugliese.

IN ISRAELE TECNOLOGIA SI UTILIZZA DAL 1961

Far aumentare la pioggia sarebbe la medicina contro la siccità perchè si avrebbe più acqua per le colture, maggiori riserve idriche negli invasi e falde sotterranee più consistenti. L’esempio mirabile arriva da Israele che dal 1961 utilizza la tecnica della stimolazione artificiale delle nuvole che ha ottenuto risultati certi. Non a caso è diventata proverbiale la differenza di fertilità tra terreni israeliani e palestinesi anche limitrofi. Ma cos’è la stimolazione artificiale? I climatologi sanno che ci sono due condizioni per cui si forma pioggia: la prima è la presenza di acqua sospesa nell’aria (cioè la presenza di nuvole); la seconda è la presenza di nuclei di condensazione, cioè cristalli di ghiaccio capaci di aggregare le particelle di acqua e farle crescere di volume così da aumentare di peso e poter vincere le correnti d’aria (moti ascendenti dell’aria) e cadere così a terra per effetto della forza di gravità (precipitazione). L’inseminazione artificiale entra in gioco quando manca la seconda condizione. Quindi, se il cielo è nuvoloso grazie all’inseminazione viene posto rimedio alla formazione dei nuclei di condensazione.

COME AGISCE LA CURA ARTIFICIALE

L’obiettivo della stimolazione artificiale è quindi di indurre la formazione di particelle di acqua o di cristalli di ghiaccio “pesanti” e tali da addensare l’acqua sospesa così da generare la precipitazione. Il “Progetto Pioggia” della Regione Puglia agirà con l’inseminazione delle nuvole tramite ioduro di argento (chimicamente “agi”). Questa sostanza viene sparata nell’aria tramite dei piccoli aerei e si “brucia” determinando così l’effetto voluto: le nuvole si espandono all’improvviso grazie all’emissione di calore latente, subito dopo per l’effetto del raffreddamento si formano i cristalli di ghiaccio. La sostanza non è tossica e quindi non è nociva per l’uomo e per l’ambiente. Non tutte le nuvole sono inseminabili. Da terra, tramite apparecchiature radar, si scelgono le nuvole in equilibrio ‘metastabilè, cioè con temperature inferiori allo zero e che contengono acqua ancora allo stato liquido. Per il ‘Progetto Pioggià in Puglia Aerotech utilizzerà un radar meteo WR 100-5 con antenna da 2.4 metri, aggiornato con software di ultima generazione Titan-s (Thunderstorm Identification Tracking Analisys and Nowcasting system) mentre le operazioni di inseminazione saranno effettuate con aerei Vulcanair P68 Rain Maker. Supervisionerà sul progetto il National Center for Atmospheric Research (NCar) del Colorado.

AL VIA I PRIMI VOLI

La società che si è aggiudicata l’appalto dell’ufficio del commissario delegato ha completato la parte logistica per la predisposizione delle apparecchiature alla base di Palese. I primi voli operativi per la stimolazione stanno per levarsi in volo come conferma uno dei meteorologi del progetto, Francesco Costante. «Finora  ono stati effettuati voli solo a livello di “training” e per il monitoraggio. Entro la fine del mese comunque  dovrebbero partire i primi voli operativi». Dal progetto è atteso «un aumento fra il 30 ed il 40 per cento della piovosità nelle aree oggetto della stimolazione» sottolinea il meteorologo. Verrà utilizzata una tecnologia già sperimentata in Puglia, aggiornata alla luce degli studi applicati e dei miglioramenti tecnologici.

GLI STUDI DEL PROFESSOR BARTOLELLI

Con la stimolazione artificiale tramite ioduro di argento in Puglia ed in altre regioni italiane ha già operato infatti la Tecnagro, associazione no profit specializzata nello sviluppo di tecnologie alternative, guidata dal professor Massimo Bartolelli dell’Università di Bari. La stimolazione artificiale viene sancita come tecnica fondamentale per risolvere il problema della siccità nelle regioni meridionali nella legge Galli del 1996 ma da allora in realtà la norma ha avuto difficile applicazione. La Tecnagro ha effettuato sperimentazioni in Puglia, Sicilia e Sardegna ed ha ottenuto incrementi accertati della piovosità ma ha poi dovuto smantellare le proprie strutture quando per la stimolazione artificiale delle nuvole si è raffreddato l’interesse. Negli ultimi anni l’attenzione, anche da parte del governo italiano e degli enti pubblici, si è rinnovata.

La Tecnagro, tra l’altro, ha sviluppato anche degli studi per diradare la nebbia fredda sulla scorta di tecniche della Russia dove a quanto pare il sistema, a base di azoto liquido, funziona perfettamente tanto da essere utilizzato per garantire la visibilità sulle piste dell’aeroporto di Mosca ma anche in questo caso non c’è stato un seguito pratico in Italia.

FONTE

Qui ulteriori informazioni riguardanti le sperimentazioni legate alla pioggia in Puglia negli anni passati Relazione conclusiva e valutazioni finali.

Ecco alcuni estratti interessanti:

PROGETTO FINALIZZATO CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA “CLIMAGRI”

SOTTOPROGETTO 3 : Siccità, desertificazione e gestione delle risorse idriche.

TEMATICA 3.4:

Stima statistica descrittiva di alcuni casi sperimentali di incremento artificiale delle precipitazioni.

Responsabile della ricerca : Prof.ssa Francesca Gallo – Dipartimento di Statistica, Probabilità e statistiche Applicate Università “La Sapienza” (Roma)

FINALITA’ DELLA RICERCA

Lo studio inizierà con l’acquisizione dei dati, relativi al periodo di sperimentazione 1991-1994 del Progetto Pioggia, sia rilevati dalle stazioni a terra che dai radiosondaggi e dalle postazioni radar. Il progetto provvederà a valutare e stimare l’efficacia operativa delle azioni di inseminazione artificiale delle nubi al fine di incrementare le precipitazioni piovose. Le metodologie che si intende applicare sono, principalmente, quelle connesse con l’analisi dei dati dipendenti; qui si citano solamente il variogramma, la funzione di covarianza, le misure di autocorrelazione e le metodologie per l’analisi statistica delle serie spazio-temporali. Inoltre vengono analizzate e studiate le capacità di ogni funzione di cogliere la dipendenza delle varie ipotesi formulate. I dati al suolo vengono analizzati, in prima istanza, separatamente da quelli radar e da quelli dei radiosondaggi. Ciò è necessario in quanto le tipologie di questi dati sperimentali sono così diverse tra loro tanto da rendere opportuno uno studio con metodologie adeguate alle loro caratteristiche. Verrà anche affrontato il problema della individuazione dei cosiddetti “outliers”.

(N.d.R. Gli outliers sono valori fortemente anomali che si scostano dal modello statistico preso in esame).

DESCRIZIONE DELLA RICERCA ARTICOLATA NEI TRE ANNI

1° Anno – Acquisizione dei dati delle serie spaziali e temporali del Progetto Pioggia e delle serie temporali dei dati meteorologici a partire dal 1951. Acquisizione dei dati relativi ai radiosondaggi ed alle postazioni radar. Selezione degli insiemi di dati da analizzare. Definizione della base di dati. Studi metodologici sulla robustezza degli indicatori dati suolo, dati radar, dati direzionali. Ricerca degli outliers.

2°Anno – Completamento delle attività del primo anno

3° Anno – Completamento delle attività del precedente anno. Definizione dei limiti di fiducia delle stime degli indicatori presi in considerazione per focalizzare il possibile incremento delle precipitazioni in conseguenza dell’inseminazione artificiale delle nubi. Stima di una funzione stocastica atta a valutare preventivamente l’incremento della pioggia in caso di inseminazione artificiale. Stesura della relazione finale con fornitura dei risultati alla specifica linea di ricerca (4.1) che cura la diffusione dei risultati nell’ambito del sottoprogetto 4.

I molteplici risultati che scaturiranno dalla ricerca consentiranno al ricercatore di avere una migliore ed approfondita conoscenza dei risultati indotti dalla inseminazione artificiale delle nubi. Ciò permetterà un notevole miglioramento nella messa a punto dei disegni sperimentali da realizzare in futuro per eseguire gli interventi di inseminazione artificiale delle nubi.Questa maggiore affidabilità del processo di efficacia dell’intervento ha come conseguenza il miglioramento del rapporto costi benefici. Pertanto i risultati rappresenteranno un notevole strumento di supporto per le decisioni che gli organi di governo saranno chiamati a prendere al fine di ottimizzare le azioni nel quadro degli argomenti studiati dal sottoprogetto “siccità, desertificazione e gestione delle risorse idriche nell’area del Mediterraneo”.

Vedi QUI e QUI 

 

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