Home IntervisteMA C’È DAVVERO QUALCUNO CHE HA ESAMINATO LE SCIE LASCIATE DAGLI AEREI IN QUOTA?

MA C’È DAVVERO QUALCUNO CHE HA ESAMINATO LE SCIE LASCIATE DAGLI AEREI IN QUOTA?

da Maria Heibel
3 minuti

Di Maria Heibel

Fabio Frabetti mi ha posto questa domanda nella mia ultima intervista e io ho risposto che non esistono analisi indipendenti e approfondite delle scie degli aerei in alta quota: non sono state svolte indagini di questo tipo.

APRITI CIELO. 🙂 

Sono arrivati commenti di protesta, quindi vorrei approfondire brevemente l’argomento qui.

Questa affermazione mi è stata confermata da Marvin Herndon, il quale aveva in programma di condurre un’indagine in quota per l’ultimo film di Michael J. Murphy — un progetto purtroppo non completato da lui a causa della sua scomparsa

Vedi qui il trailer:

   https://www.youtube.com/watch?v=aN3iWeUY_wM.

Il regista Matthias Hanke, autore del film Overcast, ha effettuato due voli (ciascuno al costo di 5.000 euro e preceduti da mesi di attesa per i permessi), ma i risultati delle analisi sui campioni prelevati sono stati scarsi.

Dane Wigington spiega nel suo film di aver compiuto rilevamenti in quota; sulla sua testimonianza ho pubblicato questo articolo: Link all’articolo.

Il risultato: mancano tuttavia dati certi e la relativa documentazione di laboratorio.

Chi afferma di aver eseguito delle analisi fa solitamente riferimento a campioni prelevati al suolo (pioggia, neve, filamenti). Questo tipo di analisi, però, non può essere considerato una prova valida per le emissioni in quota (tenendo anche conto del ruolo particolare dei filamenti). Di fatto, le gocce, i fiocchi di neve o la grandine in caduta libera assorbono qualsiasi cosa incontrino lungo il tragitto, ed è noto quanto la bassa atmosfera sia già inquinata.

Personalmente, nel 2011 ho contribuito alla realizzazione di uno studio non scientifico sulla pioggia nell’area di lingua tedesca, nel corso del quale sono stati analizzati circa 80 campioni di pioggia, il che è risultato in un’interessante “fingerprint” 

Certezze assolute si potrebbero avere soltanto effettuando prelievi diretti in quota, cosa che al momento non ci è possibile fare. I dati ufficiali non sono di facile accesso pubblico e le misurazioni dell’inquinamento in alta quota rappresentano un capitolo estremamente complesso.

In conclusione :

Scientificamente, senza un tracciamento sicuro della fonte e un campionamento diretto in quota, ogni deduzione basata unicamente su ciò che cade al suolo rimane un’ipotesi non verificata..

Certo, le analisi di Ulrike Lohmann lasciano intuire la natura di tali emissioni, così come i dati relativi al “Single Fuel NATO”.

NOTA: C’è una domanda importante da farsi, ed è l’indagine delle cause della massiccia presenza di alluminio libero in acque, suolo, piante e tutti gli organismi. In che misura le analisi condotte su pioggia, neve e suolo dovrebbero essere esaminate anche dal punto di vista dell’acidità delle precipitazioni atmosferiche?   Cerco di rispondere con questo articolo .

Qui è possibile approfondire la conversazione con Fabio Frabetti.

UN “PLAYBOOK” PER PILOTI, CONTROLLORI E COMPAGNIE AEREE SU COME EVITARE LA FORMAZIONE DELLE SCIE IN CIELO

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Segnalo un’ intervista del 10 luglio 2026 della serie di interviste “WIR NOI in dialogo”.
Era prevista una conversazione tra l’avv. Frida Chialastri e Maria Heibel.
Chialastri ha disdetto all’ultimo momento, ma Maria Heibel si è dichiarata disponibile a intervenire comunque quella sera per parlare dell’argomento in generale, del disegno di legge «Cieli Blu» dal suo punto di vista e di molto altro ancora…

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