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DATA CENTER: STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DI UNA GOVERNANCE DELL’EMERGENZA CLIMATICA

da Maria Heibel
3 minuti

 

Di Dr. Peter F. Mayer

La sterminata quantità di centri di dati costituisce l’infrastruttura tecnica indispensabile per il sistema di controllo e sorveglianza globale pianificato. Ad esempio, per il progetto di un governo globale per l’emergenza climatica.

Per la Climate Governance Commission analizzata da Jacob Nordangård (“Code Red for Humanity”) e per il monitoraggio in tempo reale del sistema Terra a cui si mira, i centri di dati costruiti in massa in tutto il mondo e quelli ancora in fase di costruzione giocano un ruolo centrale. Non sono un semplice effetto collaterale della digitalizzazione o del boom dell’intelligenza artificiale: essi formano la spina dorsale fisica di ciò che Nordangård descrive come il “Cervello Digitale Mondiale”.

1. La realizzazione del “Digital Twin of Earth” (Il gemello digitale della Terra)

La Climate Governance Commission e attori correlati (tra cui Johan Rockström e istituzioni vicine all’ONU) chiedono un sistema di sorveglianza in tempo reale su larga scala dell’intero sistema terrestre. Ciò presuppone un gemello digitale della Terra: una replica digitale vivente e costantemente aggiornata del pianeta.

Sistemi di questo tipo (ad esempio Destination Earth dell’UE, vari progetti EarthOS e Planetary Digital Twin) richiedono:

  • L’elaborazione continua di enormi quantità di dati provenienti da satelliti, sensori e IoT.

  • Simulazioni climatiche ad alta risoluzione e modelli di intelligenza artificiale.

  • L’assimilazione in tempo reale di Big Earth Data.

  • Scenari del tipo “cosa succederebbe se” (What-if) per le decisioni di governance.

Senza l’attuale esplosione di centri di dati hyperscale e per l’IA, questo progetto sarebbe semplicemente irrealizzabile.

2. Le basi tecniche per il controllo centralizzato

I centri di dati forniscono la potenza di calcolo per:

  • Il monitoraggio permanente dei “confini planetari” (Planetary Boundaries).

  • Meccanismi automatizzati di risposta alle crisi (Planetary Emergency Platform).

  • Processi decisionali basati sull’IA, destinati a sostituire o guidare sempre più la politica umana (Agentic State).

Più capacità di calcolo è disponibile, più potente diventa la possibilità di “gestire” in tempo reale il pianeta e gli esseri umani che vi abitano.

3. Il paradosso: l’infrastruttura di controllo aggrava essa stessa la “crisi”

I centri di dati consumano enormi quantità di elettricità, acqua e materie prime critiche. Le previsioni ipotizzano un raddoppio o una triplicazione del consumo energetico globale dei centri di dati entro il 2030.

Al contempo, essi alimentano la domanda di terre rare e altri materiali, aggravando così proprio quei “carichi planetari” che vengono invocati come giustificazione per un controllo ancora più centralizzato.

4. La questione del potere

Chi controlla i centri di dati e i sistemi di intelligenza artificiale che vi girano sopra, controlla la situazione dei dati e le basi decisionali per il sistema di governance globale pianificato. Le ubicazioni e i rapporti di proprietà dei nuovi centri di dati contribuiscono a decidere di chi sarà il “cervello mondiale” che in ultima analisi dovrà governare la Terra.

In breve: L’ondata di centri di dati è il presupposto materiale affinché le visioni della Climate Governance Commission e di reti simili possano passare dai documenti e dai policy brief alla realtà. Senza questa infrastruttura, il sistema “Code Red” rimarrebbe prevalentemente teoria. Con essa, diventa fattibile dal punto di vista tecnico e, di conseguenza, uno strumento potenzialmente molto potente di controllo centralizzato e tecnocratico.

In altre parole: si tratta di centri di dati per l’IA, ma non vengono costruiti per le vostre richieste e necessità. Al contrario, i committenti sono coloro che vogliono istituire istituzioni globali e che sono necessari per le spese sopra delineate.

“Code Red for Humanity”: Arriva il governo dell’emergenza climatica

FONTE 

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