L’articolo analizza i dati meteorologici della stazione di Milano Linate per il periodo dal 1° gennaio al 10 agosto 2026, confrontandoli con la serie storica dal 1951 a oggi. L’anomalia termica del 2026 è dovuta alla persistenza di anticicloni di origine nord-africana (aria calda subtropicale) che hanno stazionato sopra l’Europa centrale e l’Italia. L’autore nota che questa situazione circolatoria è molto simile a quella avvenuta nell’estate del 2003, anch’essa ricordata come una delle più calde mai registrate.

La torrida estate 2026 – analisi sulla serie storica 1951-2026 di Milano Linate

Scritto da Luigi Mariani in 14 Agosto 2026 

L’estate 2026 è stata anomalmente calda, specie sul Nord Italia, ove è stata peraltro accompagnata da una sensibile anomalia negativa delle precipitazioni (al riguardo si veda il post di Mariani e Omodeo – https://www.climatemonitor.it/?p=60618).
Per quantificare il
livello di anomalia termica si è qui analizzata la serie storica delle temperature minime e massime giornaliere 1951-2026 per la stazione sinottica di Milano Linate, ricavando per il periodo 1 gennaio-10 agosto di ogni anno 4 indici di caldo comunemente utilizzati e cioè il numero di giorni con temperatura massima giornaliera superiore a 30 e 35°C e con temperatura minima giornaliera superiore a 20 e 25°C. Qui di seguito si riportano i diagrammi di tali indici con ai piedi di ciascuno un breve commento. In termini generali si osserva che il 2026 si impone come anno record in una quaterna di anni eccezionali che comprende 2003, 2015 e 2022.
Lo scopo di questo post non è di commentare le conseguenze di tali anomalie sui diversi settori socio-economici e che sono ad esempio state sensibili per il settore agricolo ma più semplicemente di porre in evidenza come una serie storica rechi tracce di tali anomalie. Non sarà neppure considerato l’effetto di tale anomalia termica nell’area urbana di Milano, ove l’anomalia viene amplificata dall’effetto isola di calore urbano (UHI) specie con riferimento alle temperature minime. CONTINUA

L’estate 2026 è stata a più riprese paragonata a quella del 2003: a livello circolatorio Il confronto fra la topografia media del livello di pressione di 850 hPa per il periodo 1 giugno – 10 agosto 2026 e l’analoga carta per il 2003 evidenzia che il paragone regge appieno sul piano circolatorio (figure 5 e 6) così come abbiamo visto reggere sul piano dei 4 indici termici analizzati in questa sede.
Da notare infine che le topografie del 2003 e del 2026 si scostano nettamente dalla norma (carta media 1991-2020 – figura 7) che mostra invece l’Italia interessata da un regime di correnti atlantiche leggermente diffluenti. CONTINUA

ARTICOLO INTEGRALE 

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L’ANTICICLONE, IL CANCRO CLIMATICO D’EUROPA

IL CLIMA CAMBIA ANCHE A CAUSA DELL’HAARP?

L’anomalia c’è, molti ne parlano e danno la colpa alla corrente a getto come causa del caldo infinito.

Nessuno meno del WEF ci illumina sulla corrente di getto e il suo ruolo per l’anticiclone persistente, e dovrebbe essere di grande interesse, in quanto potenzialmente di grande importanza nel campo della manipolazione meteorologica, almeno così suggeriscono i brevetti di Bernard Eastlund.

Il sito web del WEF ha quindi pubblicato la domanda: Correnti a getto e onde di calore: qual è il legame?

Questo tipo di situazione è stata descritta in un ampio documento, pubblicato 40 anni fa e a conoscenza di pochissimi, con dettagli davvero sconvolgenti.

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