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LA CANZONE DI GIORGIO GABER LIBERTA’ E’ DI ATTUALITA’ OGGI PIU’ CHE MAI

da Maria Heibel
2 minuti

La libertà, la canzone manifesto di Giorgio Gaber

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha diritto di votare
e che passa la vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

 

La libertà di Giorgio Gaber è un brano del 1972. Una canzone nata durante gli anni infuocati dalle lotte sociali; le masse auspicavano una rottura con il recente passato proiettandosi e sperando in un futuro migliore.

La svolta autoritaria, che stiamo vivendo, le misure di blocco totale, o lockdown, il distanzianamento sociale,  le bocche tappate con maschere, i trattamenti sanitari forzati….Cosa avrebbe cantato Gaber oggi in tempi di ipocrisia pandemica?

Spiega Diego Fusaro: La parola lockdown per avere una più chiara visione del quadro che si sta delineando: “Punizione – dice il dizionario – che consiste nel confinare un detenuto nella sua cella, senza lasciarlo uscire per l’ora d’aria” . Che genere di società è quella che si struttura secondo l’alternanza di lockdown generalizzati e brevi periodi (mensili o settimanali) concessi per l’ora d’aria? I cittadini sono sostituiti dai detenuti, i quali subiscono un potere poliziesco (oltre che medico e tecnico) che trasforma la società, da luogo delle libere relazioni, in carcere permanente, in spazio del controllo totale sopra la pelle e sotto la pelle. Già questo basterebbe, in fondo, a favorire un “grande rifiuto”, una protesta corale di massa contro la società asociale del distanziamento sociale e del lockdown. …

25.Aprile 2021  Dobbiamo ripartire. C’è strada da fare. 

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