Home MotivazioniEconomicoPIÙ ARMI, MENO BURRO: IL BUDGET DELLA TERZA GUERRA MONDIALE DI BIDEN

PIÙ ARMI, MENO BURRO: IL BUDGET DELLA TERZA GUERRA MONDIALE DI BIDEN

da Maria Heibel
11 minuti

In tutto il mondo, i governi stanno aumentando in modo massiccio le spese militari. Il governo tedesco ha triplicato il suo budget militare con l’obiettivo di rendere l’esercito tedesco il più grande d’Europa. La Francia, l’Italia, il Regno Unito e l’Australia stanno tutti attuando o pianificando grandi aumenti delle spese per la guerra.

Tuttavia, da nessuna parte questo processo è più chiaro che negli Stati Uniti, il centro dell’imperialismo mondiale. Lunedì, la Casa Bianca ha annunciato il più grande budget militare degli Stati Uniti nella storia americana, focalizzato in modo evidente sui preparativi per affrontare una guerra con la Russia e la Cina. …

“La NATO ha bisogno di più armi e meno burro”, ha scritto Glenn Hubbard, l’ex presidente del Consiglio dei consulenti economici, in un op-ed del Wall Street Journal, chiedendo tagli ai programmi sociali. La frase richiamava la dichiarazione del leader nazista Hermann Goering, che nel 1936, mentre la Germania si preparava alla guerra mondiale, dichiarò: “Le armi ci renderanno potenti; il burro ci farà solo ingrassare”…

Leggi qui https://www.wsws.org/en/articles/2022/04/01/pers-a01.html

Usa, tutti i dettagli sul budget per la Difesa sottoscritto da Biden

Una richiesta di budget da 773 miliardi di dollari per la Difesa degli Stati Uniti. L’approfondimento di Aurelio Giansiracusa per AresDifesa

Il Presidente degli Stati Uniti Biden ha sottoscritto la richiesta di budget di 773 miliardi di dollari per il Fiscal Year 2023 formulata dal Segretario di Stato alla Difesa Austin III che sarà presentata al Congresso per l’approvazione.

Il gigantesco budget richiesto comprende quasi 56,5 miliardi di dollari per piattaforme e sistemi di propulsione aerea; più di 40,8 miliardi di dollari per la componente marittima, per includere altre nove navi e quasi 12,6 miliardi di dollari per modernizzare i veicoli da combattimento dell’esercito e del corpo dei marines.

Altri 130,1 miliardi di dollari sono richiesti per la ricerca e lo sviluppo di tecnologia avanzata, cyber, spazio e intelligenza artificiale.

Questa proposta di bilancio finanzia la modernizzazione di tutte e tre le gambe della triade nucleare statunitense che sarà mantenuta ad altissimo livello.

Più di 3 miliardi di dollari serviranno ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico, rafforzando la resilienza delle installazioni e l’adattamento alle sfide climatiche.

La proposta di budget FY23 prevede corposi stanziamenti per le spese del personale, con aumento degli stipendi e delle spese relative l’assistenza e degli aspetti sociali del personale militare e civile delle Forze Armate degli Stati Uniti.

Questa proposta di budget riflette la strategia di difesa nazionale statunitense e il focus di tale strategia sulla sfida di ritmo della Cina. Preserva la prontezza e la posizione deterrente degli Stati Uniti contro le minacce attuali nonché la minaccia acuta di una Russia aggressiva e le minacce costantemente emergenti poste dalla Corea del Nord, dall’Iran e dalle organizzazioni estremiste violente.

Inoltre, il budget richiesta supporta la politica di leadership globale perseguita dagli Stati Uniti e la responsabilità per la vasta rete di alleanze e partnership.

La richiesta di budget del Dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2023 di 773,0 miliardi dollari è un aumento di 30,7 miliardi di dollari, o un aumento del 4,1%, rispetto all’importo emanato per l’anno fiscale 2022.

Da notare che il Presidente Biden ha sottoscritto una richiesta complessiva di 813,3 miliardi di dollari da destinare alla Difesa degli Stati Uniti di cui, come detto, 773 miliardi da destinare direttamente al Pentagono.

Per quanto riguarda la modernizzazione della triade nucleare la richiesta di budget FY23 prevede 34,4 miliardi di dollari. Gli investimenti includono:

-Sottomarino missilistico balistico di classe COLUMBIA – 6,3 miliardi di dollari;

-Bombardiere d’attacco a lungo raggio B-21 – 5 miliardi di dollari;

-Deterrente strategico a terra (GBSD) – 3,6 miliardi di dollari;

-Missile Stand-Off a lungo raggio (LRSO) – 1 miliardo di dollari.

Gli investimenti dell’US Air Force comprenderanno 56 miliardi di dollari di cui:

-61 F-35 Joint Strike Fighter con 11 miliardi di dollari;
-24 F-15EX con 2,8 miliardi di dollari;

-15 KC-46 Pegasus con 2,9 miliardi di dollari;

-NGAD (Air Force) con 1,7 miliardi di dollari.

Per l‘US Navy gli investimenti ammontano a 40,8 miliardi di dollari tra cui:

-2 Cacciatorpediniere DDG-51 ARLEIGH BURKE con 5,6 miliardi di dollari;

-1 Fregata FFG(X) o classe Constellation con 1,3 miliardi di dollari;

-2 Sottomarini classe VIRGINIA con 7,3 miliardi di dollari.

Per le Combat Effective Ground Forces sono previsti investimenti per 12,6 miliardi di dollari tra cui:

-72 veicoli corazzati multiuso con 381 milioni di dollari;

-74 veicoli da combattimento anfibi con 631 milioni di dollari;

-3.721 veicoli tattici leggeri congiunti (JTLV) con 1,1 miliardi di dollari.

La Missile Defeat and Defense Agency riceve 24,7 miliardi di dollari per gli investimenti che includono:

-Ground-Based Midcourse (GMD) e miglioramento della difesa interna/intercettori di nuova generazione (NGI) con 2,6 miliardi di dollari;

-Difesa missilistica balistica Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) con 335 milioni di dollari;

-Miglioramento del segmento missilistico PATRIOT Advanced Capability (PAC-3) con 1 miliardo di dollari.

La componente Long Range Fires riceve 7,2 miliardi di investimenti per acquistare sistemi d’arma a lunga gittata, ad alta capacità di sopravvivenza, dall’ipersonico al subsonico.

La componente Spaziale riceve 27,6 miliardi di dollari in investimenti tra cui:

-Sistemi a infrarossi persistenti (OPIR) basati sullo spazio: 4,7 miliardi di dollari;

-2 Sistemi di posizionamento globale (GPS) Enterprise: 1,8 miliardi di dollari;

-6 veicoli di lancio – National Security Space Launch (NSSL) e Rocket System Launch Program (RSLP) con 1,6 miliardi di dollari.

La Joint Force Readiness riceverà 134,7 miliardi di dollari, un aumento di 6,3 miliardi di dollari o +4,9% rispetto all’importo stimato per l’anno fiscale 22 di 128,4 miliardi di dollari). Gli investimenti includono:

Gli investimenti includono:

-Prontezza dell’Esercito – 29,4 miliardi di dollari;

-Prontezza della Marina: 47,4 miliardi di dollari;

-Prontezza del Corpo dei Marines – 4,1 miliardi di dollari;

-Prontezza dell’aeronautica: 35,5 miliardi di dollari;

-Prontezza della Space Force; 3,0 miliardi di dollari

-Prontezza del comando delle operazioni speciali: 9,7 miliardi di dollari;

-Capacità congiunte: 5,6 miliardi di dollari.

Il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti riceverà 6,1 miliardi di dollari per la Pacific Deterrence Initiative, inclusa la costruzione militare, la difesa di Guam, l’architettura di monitoraggio e allarme missilistico e il framework Mission Partner Environment (MPE) per la condivisione di informazioni multinazionali e il Pacific Multi-Domain Training and Experimentation Capability.

Il Comando Europeo degli Stati Uniti riceverà 4,2 miliardi di dollari per l’iniziativa di deterrenza europea, inclusi 300 milioni di dollari in assistenza all’Ucraina e sostegno ai programmi di cooperazione per la sicurezza nell’ambito dell’area di responsabilità USEUCOM.

Il Settore Cyberspazio riceverà 11,2 miliardi di dollari. Gli investimenti includono:

-Rendere operativa l’architettura Zero Trust tra i dipartimenti militari e le agenzie di difesa;

-Aumento del supporto alla cybersecurity alla Base Industriale della Difesa;

-Potenziamento delle squadre di Cyber ​​Mission Force.

Il Settore Ricerca e Sviluppo delle Tecnologie della Difesa (RDT&E) riceverà oltre il 9,5% in più rispetto a quanto stanziato nel FY 22 con:

-Richiesta RDT&E – 130,1 miliardi di dollari;

-Scienza e tecnologia: 16,5 miliardi di dollari;

-Intelligenza artificiale;

-Microelettronica: 3,3 miliardi di dollari;

-Rete militare 5G: 250 milioni di dollari;

-Programma di analisi e sostegno della base industriale, inclusi investimenti nella produzione chimica, nella bioproduzione e nelle catene di approvvigionamento degli elementi delle terre rare.

Articolo pubblicato su aresdifesa.it

Classifica Paese Spesa militare (USD)
2009
% di PIL impiegata
2014
1 Stati Uniti Stati Uniti d’America 663.255.000.000 4,3%
– Unione europea Unione europea 331.123.600.000 2,0%
2 Cina Cina 98.800.000.000 2,0%
3 Regno Unito Regno Unito 69.271.000.000 2,5%
4 Francia Francia 67.316.000.000 2,3%
5 Russia Russia 61.000.000.000 3,5%
6 Germania Germania 48.022.000.000 1,3%
7 Giappone Giappone 46.859.000.000 0,9%
8 Italia Italia 44.427.000.000[1] 1,3%[1]
9 Arabia Saudita Arabia saudita 39.000.000.000 13,7%
10 India India 36.600.000.000 2,6%
11 Corea del Sud Corea del Sud 27.130.000.000 2,8%
12 Brasile Brasile 27.124.000.000 1,5%
13 Canada Canada 20.564.000.000 1,3%
14 Australia Australia 20.109.000.000 1,8%
15 Spagna Spagna 19.409.000.000 1,2%
16 Turchia Turchia 19.009.000.000 2,2%
17 Israele Israele 14.309.000.000 7,0%
18 Grecia Grecia 13.917.000.000 3,6%
19 Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 13.052.000.000[2] 5,9%[2]
20 Paesi Bassi Paesi Bassi 12.642.000.000 1,4%
21 Polonia Polonia 10.860.000.000 2,0%
22 Colombia Colombia 10.055.000.000 3,7%
23 Taiwan Taiwan 9.866.000.000 2,1%
24 Iran Iran 9.174.000.000[3] 2,7%
25 Singapore Singapore 7.966.000.000 4,1%
26 Svezia Svezia 6.135.000.000 1,3%
27 Norvegia Norvegia 6.098.000.000 1,3%
28 Cile Cile 5.683.000.000 3,5%
29 Algeria Algeria 5.677.000.000 3,0%
30 Belgio Belgio 5.674.000.000 1,2%
31 Messico Messico 5.490.000.000 0,5%
32 Indonesia Indonesia 4.908.000.000 1,0%
33 Thailandia Thailandia 4.908.000.000 1,5%
34 Portogallo Portogallo 4.884.000.000 2,0%
35 Pakistan Pakistan 4.823.000.000 2,6%
36 Kuwait Kuwait 4.589.000.000 3,2%
37 Danimarca Danimarca 4.476.000.000 1,4%
38 Ucraina Ucraina 4.258.000.000 2,7%
39 Svizzera Svizzera 4.141.000.000 0,8%
40 Malaysia Malaysia 4.078.000.000 2,0%
41 Oman Oman 4.003.000.000 7,7%
42 Sudafrica Sudafrica 3.926.000.000 1,3%
43 Iraq Iraq 3.814.000.000 5.4%
44 Finlandia Finlandia 3.768.000.000 1,3%
45 Egitto Egitto 3.665.000.000 2,3%
46 Austria Austria 3.650.000.000 0,9%
47 Venezuela Venezuela 3.254.000.000 1,4%
48 Cecoslovacchia Repubblica Ceca 3.246.000.000 1,3%
49 Marocco Marocco 3.143.000.000 3,4%
50 Angola Angola 2.893.000.000 3,0%
51 Romania Romania 2.616.000.000 1,5%
52 Argentina Argentina 2.608.000.000 0,8%
53 Vietnam Vietnam 2.073.000.000 2,4%
54 Sudan Sudan 1.971.000.000[4] 4,4%[4]
55 Ungheria Ungheria 1.900.000.000 1,2%
56 Siria Siria 1.883.000.000 3,4%
57 Nigeria Nigeria 1.681.000.000 0,8%
58 Irlanda Irlanda 1.581.000.000 0,6%
59 Kazakistan Kazakistan 1.540.000.000 1,2%
60 Sri Lanka Sri Lanka 1.525.000.000 3,6%
61 Perù Perù 1.502.000.000 1,1%
62 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 1.447.000.000 1,1%
63 Azerbaigian Azerbaigian 1.434.000.000 3,8%
64 Filippine Filippine 1.424.000.000 0,8%
65 Libano Libano 1.408.000.000 3,9%
66 Giordania Giordania 1.392.000.000 5,9%
67 Slovacchia Slovacchia 1.316.000.000 1,5%
68 Yemen Yemen 1.196.000.000 4,2%
69 Croazia Croazia 1.191.000.000 1,9%
70 Bulgaria Bulgaria 1.127.000.000 2,4%
71 Libia Libia 1.100.000.000[3] 1,0%
72 Serbia Serbia 1.070.000.000 2,4%
73 Bielorussia Bielorussia 1.036.000.000 1,5%
74 Bangladesh Bangladesh 938.000.000 1,0%
75 Slovenia Slovenia 888.000.000 1,5%
76 Bahrein Bahrain 721.000.000 3,0%
77 Lettonia Lettonia 692.000.000 1,9%
78 Georgia Georgia 665.000.000 8,5%
79 Lituania Lituania 648.000.000 1,5%
80 Tunisia Tunisia 571.000.000 1,3%
81 Cipro Cipro 550.000.000 1,8%
82 Kenya Kenya 518.000.000 1,9%
83 Uruguay Uruguay 496.000.000 1,3%
84 Estonia Estonia 460.000.000 2,2%
85 Etiopia Etiopia 422.000.000 1,4%
86 Ciad Ciad 412.000.000 6,6%
87 Lussemburgo Lussemburgo 406.000.000[2] 0,7%
88 Armenia Armenia 405.000.000 3,3%
89 Costa d'Avorio Costa d’Avorio 369.000.000[3] 1,5%
90 Botswana Botswana 353.000.000 2,7%
91 Camerun Camerun 352.000.000 1,5%
92 Uganda Uganda 341.000.000 2,3%
93 Brunei Brunei 336.000.000 3,9%
94 Eritrea Eritrea 327.000.000[5] 20,9%[5]
95 Namibia Namibia 283.000.000 3,5%
96 Albania Albania 276.000.000 2,0%
97 Bosnia ed Erzegovina Bosnia-Erzegovina 276.000.000 1,4%
98 Afghanistan Afghanistan 272.000.000 1,9%
99 Rep. Dominicana Repubblica Dominicana 272.000.000 0,6%
100 Bolivia Bolivia 268.000.000 1,5%
101 Zambia Zambia 251.000.000 2,0%
102 Turkmenistan Turkmenistan 236.000.000[6] 2.9%[6]
103 Senegal Senegal 217.000.000 1,6%
104 Tanzania Tanzania 216.000.000 1,1%
105 Macedonia del Nord Repubblica di Macedonia 204.000.000 1.8%
106 Nepal Nepal 194.000.000 2,0%
107 Kirghizistan Kirghizistan 185.000.000 3,7%[3]
108 Mali Mali 182.000.000 1,9%
109 Guatemala Guatemala 175.000.000 0.4%
110 Rep. del Congo Repubblica del Congo 142.000.000[2] 1,1%
111 Paraguay Paraguay 140.000.000 0,8%
112 Panama Panama 138.000.000[6] 1,0%[6]
113 El Salvador El Salvador 134.000.000 0,5%
114 RD del Congo Repubblica Democratica del Congo 127.000.000 1,4%
115 Ghana Ghana 127.000.000 0,7%
116 Cambogia Cambogia 123.000.000[3] 1,1%
117 Mauritania Mauritania 122.000.000 3,7%
118 Burkina Faso Burkina Faso 112.000.000 1,4%
119 Honduras Honduras 105.000.000 0,8%
120 Madagascar Madagascar 103.000.000[3] 1,1%
121 Guinea Guinea 99.800.000[7] 2,2%[7]
122 Mozambico Mozambico 92.500.000 0,8%
123 Giamaica Giamaica 80.300.000 0,6%
124 Ruanda Ruanda 72.700.000 1,5%
125 Mongolia Mongolia 71.000.000[2] 1,4%[2]
126 Benin Benin 67.700.000[3] 1,1%
127 Tagikistan Tagikistan 63.400.000[7] 2,2%[7]
128 eSwatini Swaziland 60.000.000[2] 1,9%[2]
129 Togo Togo 57.000.000 1,9%
130 Uzbekistan Uzbekistan 52.000.000[5] 1,9%[5]
131 Malta Malta 51.600.000 0,7%
132 Figi Figi 48.400.000[3] 1,3%
133 Malawi Malawi 45.100.000[2] 1,5%[2]
134 Sierra Leone Sierra Leone 44.600.000[3] 2,4%
135 Burundi Burundi 43.900.000 4,0%
136 Lesotho Lesotho 43.600.000 1,6%
137 Niger Niger 43.000.000[8] 0,5%[8]
138 Nicaragua Nicaragua 41.700.000 0,7%
139 Papua Nuova Guinea Papua Nuova Guinea 37.200.000 0,4%
140 Rep. Centrafricana Repubblica Centrafricana 36.700.000 1,6%
141 Gibuti Gibuti 36.300.000[3] 3,7%
142 Moldavia Moldavia 27.500.000 0,6%
143 Laos Laos 21.200.000[8] 0,4%
144 Guinea-Bissau Guinea-Bissau 16.800.000[8] 3,8%[8]
145 Belize Belize 15.600.000[3] 1,1%
146 Mauritius Mauritius 15.300.000[3] 0,2%
147 Islanda Islanda 12.200.000 0,1%
148 Capo Verde Capo Verde 8.800.000 0,5%
149 Guyana Guyana 7.900.000[9] 0,8%[9]
150 Liberia Liberia 7.100.000 0,6%
151 Seychelles Seychelles 6.600.000 1,3%
152 Gambia Gambia 5.300.000[2] 0,5%[2]
153 Zimbabwe Zimbabwe 186.000.000 1,9%[4]

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