Il Tibet è conosciuto come la ‘torre dell’acqua’ dell’Asia, ed è sorgente della maggior parte dei più grandi fiumi del continente, compresi i fiumi Giallo, Yangtze, Mekong, Salween e Brahmaputra. Questi fiumi scorrono tra Cina, Laos, Myanmar, Nepal e India e sono vene vitali per circa metà della popolazione mondiale. Conflitti in vista: guerre per l’aqua atmosferica.

Nel novembre del 2009, dopo un’abbondante nevicata che ha imbiancato la città di Pechino, i meteorologi cinesi hanno annunciato che tutta quella neve era… farina del loro sacco! Almeno questo è ciò che sostenne in tale occasione il direttore dell’Ufficio Modificazione del Tempo della Cina, una vera e propria agenzia governativa che lavora nel tentativo di modificare gli eventi atmosferici. Adesso si passa ufficialmente a misure molto più estese. 

2013 LA CINA VUOLE CAMBIARE IL CLIMA: Un piano nazionale per conquistare la natura, per intervenire sul tempo atmosferico facendo piovere o scongiurando tempeste, grandine e nebbia. È questo l’obiettivo del «Centro di cambiamento del tempo dell’Amministrazione meteorologica» di Pechino. La «pioggia artificiale» è un progetto sul quale gli scienziati lavorano da decenni e ci sono già stati molti esperimenti, ma su scala locale. Questa volta la Cina vuole applicarlo su quasi tutto il suo immenso territorio e ha già stanziato somme importanti: 1,1 miliardi di yuan (circa 130 milioni di euro) per costruire un primo sistema di intervento nel Nordest, al quale seguiranno altri sei nelle altrettante regioni climatiche nelle quali è stato suddiviso il Paese. FONT 

Il passaggio verso le manipolazioni su ‘larga scala’ è imminente. 

CINA. Pioggia e neve artificiale su un’area più grande della Spagna

(ndr c’è chi scrive tre volte la Spagna  vedi qui )

La Cina sta testando una tecnologia all’avanguardia per sviluppare un sistema di modifica del tempo atmosferico, potente, ma economico, per far cadere molta più pioggia sull’altopiano tibetano, la più grande riserva d’acqua dolce dell’Asia.

Secondo quanto riporta Scmp, il sistema, che prevede un’enorme rete di camere di combustione installate sulle montagne tibetane, potrebbe aumentare le precipitazioni nella regione fino a 10 miliardi di metri cubi all’anno, circa il 7% del consumo totale di acqua in Cina. Decine di migliaia di camere saranno costruite in località selezionate dell’altopiano tibetano per produrre precipitazioni su una superficie totale di circa 1,6 milioni di chilometri quadrati, tre volte superiore a quella della Spagna. Le camere bruciano combustibile solido per produrre ioduro d’argento, un agente con una struttura cristallina molto simile al ghiaccio.  Le camere saranno posizionate su creste di montagna di fronte al monsone umido proveniente dall’Asia meridionale. Quando il vento colpirà la montagna, produrrà un tiraggio verso l’alto e disperderà le particelle nelle nuvole per provocare pioggia e neve.

Finora, più di 500 bruciatori sono stati installati sui pendii alpini in Tibet, nello Xinjiang e in altre aree per uso sperimentale. Il sistema è stato sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation, impresa statale che opera nel settore dello spazio e della difesa che ha progettato e costruito le camere utilizzando la tecnologia militare dei motori a razzo, consentendo loro di bruciare in modo sicuro ed efficiente il combustibile solido ad alta densità nell’ambiente, nonostante la scarsità di ossigeno ad un’altitudine di oltre 5.000 metri. 

Anche se l’idea non è nuova, la Cina è il primo paese a tentare un’applicazione su larga scala di questa tecnologia. L’attività quotidiana delle camere sarà guidata grazie ai dati raccolti da una rete di 30 piccoli satelliti meteorologici che controllano le attività monsoniche nell’Oceano Indiano.

La rete a terra utilizzerà anche altri metodi di semina delle nubi utilizzando aerei, droni e artiglieria per massimizzare l’effetto del sistema di modificazione meteorologica.  I giganteschi ghiacciai e gli enormi serbatoi sotterranei che si trovano sull’altopiano tibetano, sono la sorgente della maggior parte dei più grandi fiumi del continente,  tra cui il Fiume Giallo, lo Yangtze, il Mekong, il Salween e il Brahmaputra. Si tratta di fiumi che attraversano la Cina, l’India, il Nepal, il Laos, il Myanmar e molti altri paesi, ancora di salvezza per quasi la metà della popolazione mondiale.

Luigi Medici

FONTE http://www.agcnews.eu/cina-pioggia-e-neve-artificiale-da-unarea-piu-grande-della-spagna/

 

100 ANNI FA

Charles Hatfield  il “mago della pioggia”.

Svolse la sua attività per circa trent’anni e ha ispirato il film “The Rainmaker” nel 1956, con Burt Lancaster nei panni del mago.
Hatfield aveva creato una miscela segreta di 23 sostanze chimiche nel lontano 1902, e segreta pare sia rimasta. Mise la sua formula in grandi vasche zincate sopra delle torrette di legno, riuscendo ad attirare la pioggia.

Lo chiamarono comandante della natura. Hatfield disse in un’ INTERVISTA :

E ‘solo una questione di tempo fino a che il governo verrà da me …
…i risultati sono quelli che contano. Non ho mai mancato di
produrre il record di precipitazioni in ogni posto dove ho operato”.

E infatti fu chiamato. Nel 1915 il Consiglio Comunale di San Diego incaricò Hatfield di riempire la diga di Morena per porre fine a una lunga siccità. Il ‘fabbricante di pioggia’ sosteneva che l’evaporazione del suo composto segreto avrebbe fatto piovere e riempito gli invasi. Hatfield avrebbe dovuto incassare 10 000 dollari a lavoro compiuto con successo.

Avviò le sue operazioni il 6 di gennaio del 1916. Iniziarono le piogge. Crebbero giorno dopo giorno, provocando le peggiori inondazioni mai viste in zona: ponti distrutti, treni abbandonati, cavi telefonici tagliati – per non parlare di case e fattorie inondate. Due dighe, il Sweetwater Dam e una a Lower Lake Otay, traboccarono.

Fu un risultato drammatico e devastò buona parte del centro di San Diego con un nubifragio di proporzioni epiche. Il mago rischiò il linciaggio. Hatfield parlò alla stampa il 4 febbraio dicendo che il danno non era colpa sua, la città avrebbe dovuto prendere adeguate precauzioni. Lui aveva rispettato le disposizioni del suo contratto, aveva riempito l’invaso (FONTI QUI e QUI-pdf-storia).

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PIOGGE ARTIFICIALI

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Piogge artificiali: la Cina non corre da sola

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