Articolo di NoGeoingegneria

 

Quando il cielo si tinge di verde, nulla di buono è in arrivo. Questo scenario è fortemente associato a grandinate pesanti imminenti. Dicono che i temporali violenti con grandine possono presentare una caratteristica colorazione verde.

GRANDINE COME PROIETTILI

   Grandine che colpisce come mitragliate e ferisce case, cose e persone, distrugge piantagioni, mette in ginocchio agricoltori. Abbiamo visto scene assurde in piena estate, spazzaneve a liberare strade imbiancate (vedi video) e non al Polo Nord ma in Italia, Spagna, Germania ed altri paesi. Il 2014 sarà un’annata da ricordare: trombe d’aria, bombe d’acqua, fulmini record, grandine in quantità e grandezza impressionante, il resoconto dei disastri è un  bollettino di guerra. Di anno in anno sempre peggio, dicono gli operatori dei settori colpiti e non pochi costretti a chiudere i battenti dopo ripetute devastazioni. Nei primi sei mesi dell’anno i danni causati da catastrofi naturali e disastri causati dall’uomo ammontano a 44 miliardi di dollari. Lo indica uno studio reso noto dall’assicuratore elvetico Swiss Re in base a dati non ancora definitivi. Tra le catastrofi più onerose segnalate dall’assicuratore figurano le tempeste di grandine, ma solo negli Stati Uniti. Qui in Europa inizia la corsa ad assicurarsi contro gli infortuni futuri, per chi un futuro ancora ce l’ha.

Cosa fare? Come evitare che il cielo  rovini in un batter d’occhio semine e raccolti?

C’è chi ha  trovato una  formula particolarmente fantasiosa per impedire le mitragliate di ghiaccio, facendo volare aerei e inseminando le nubi ad altitudini appropriate: OSSIDO DI ALLUMINIO TRATTATO CON MERCURIO E RADIO-ATTIVATO E’ stato fatto e con successo! Pare uno scherzo? Non lo è. E’ scienza antigrandine di altri tempi, per essere precisi, di 60 anni fa. E lo fanno ancora? Non lo sappiamo, come non lo sapevano i nostri nonni. Sappiamo di coni squarcia-timpani, cannoni antigrandine, difficili da nascondere con i loro fortissimi boati. “Non dormiamo: o noi o le viti ” reclamano gli abitanti di zone con cannoni attivi (1).

L’immagine mostra cannoni esposti in occasione del congresso Hail shooting del 1901. Modificare e dominare gli eventi atmosferici ha una lunga storia. Esiste un’ampia letteratura scientifica sui tentativi di contrastare le grandinate su vasta scala. Una sperimentazione estesa è stato il progetto GROSSVERSUCH IV italo-russo-elvetico degli anni 70-80 (2). Questo programma di ricerca studiò la possibilità di ridurre le grandinate in un’area di 1000 km2 attraverso il cloud seeding. Erano coinvolti i ministeri di Svizzera, Francia ed Italia . Ci chiediamo: le selvagge sperimentazioni meteorologiche decennali potrebbero essere un fattore rilevante di cui tenere conto nell’analisi del caos climatico in aumento? L’idea di agire sui fenomeni atmosferici, al fine di condizionarli a proprio favore, non è certamente una novità,scrisse Francesco Costa nel suo articolo “ La modifica artificiale del tempo” ,sebbene l’obiettivo che da sempre si cerca di perseguire non è tanto quello di andare ad influire su larga scala, cercando ad esempio di evitare il verificarsi di un periodo siccitoso o di piogge torrenziali, quanto piuttosto di favorire o ostacolare determinati fenomeni locali. In particolare, i progetti di ricerca, che sono stati posti in essere in passato, si sono indirizzati da un lato sul cercare di capire se è possibile far aumentare la quantità di precipitazioni, dall’altro sul trovare un sistema in grado di impedire il verificarsi di fenomeni grandinigeni (…) L’idea di combattere la grandine impedendole di formarsi mediante la enucleazione artificiale dell’area temporalesca, è derivata direttamente dagli studi fatti e dai sistemi provati per la modifica delle nubi posta in essere con lo scopo di incrementare gli apporti precipitativi; il primo agente artificiale è stato il ghiaccio secco e, dopo aver testato numerose sostanze chimiche, si è arrivati allo ioduro d’argento.

Dalla lettura di alcune relazioni in particolare del periodo ’58-’62, emerge una chiara fiducia su tali esperimenti, tanto che, più di una volta, si è arrivati a sostenerne l’esito positivo; tuttavia, se si considera il quadro complessivo, con un’indagine ad ampio raggio che prenda in esame i tentativi condotti per circa un ventennio negli Stati Uniti, Canada, Svizzera, Francia ed ex-U.r.s.s, naturalmente oltre che in Italia… Fin qui Costa.

Il “cloud-seeding”, l’inseminazione delle nuvole o semina delle nuvole, è una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo di precipitazione attraverso la dispersione di sostanza in atmosfera. Le sostanze chimiche fungono da nuclei di condensazione per la formazione di nubi o nuclei di ghiaccio, in modo da alterare i processi microfisici, indebolire le tempeste e far cadere pioggia invece che grandine. Queste pratiche si erano diffuse in forma assolutamente non controllata e non coordinata (e chiaramente nemmeno note alle popolazioni coinvolte) dagli anni quaranta in poi in molti paesi. I neo-esperti hanno cominciato a speculare che presto si sarebbe potuto controllare ogni aspetto del tempo.

Negli anni ’50 erano già oltre venti i Paesi che avevano iniziato a manipolare attivamente le nuvole. Secondo vari studi, la tecnologia di manipolazione del tempo non è stata sufficientemente testata in termini di rischio di contaminazione e danneggiamento potenziale dell’ambiente circostante. Questo non deve sorprendere, infatti abbiamo una lunga lista di negligenze, pare che in queste forme di sperimentazione la norma sia quella di non badare agli effetti “secondari”. Sono stati eseguiti numerosi esperimenti dal 1950 in poi in Piemonte , e in particolare nella province di Torino e Asti. Le operazioni in cielo si concentravano sullo studio e la manipolazione della condensazione dei vapori acquei in atmosfera, sia in stato liquido che solido. I due ricercatori furono i Dr. M. Barla, e E. Barber

Durante i test furono dispersi con gli aerei queste sostanze:

ioduro d’argento – ossido di cerio – sali ossigentati della classe delle apartiti e delle nefeline. – ossido di alluminio trattato con mercurio e radio-attivato (cioè reso radioattivo)

Gli scienziati osservavano: “Radioattivando gli ossidi mediante una irradiazione neutronica questi acquistano una forte attività condensante e la quantità da immettere nell’ambiente umido risulta enormemente minore”. I risultati contro la grandine furono  positivi. Da parte nostra possiamo osservare: dopo decenni di interventi mirati le grandinate, invece di diminuire in frequenza, sono  aumentate a dismisura. Le formule escogitate per sconfiggere i chicchi  di ghiaccio ci chiariscono le idee su brevetti, proposte e sperimentazioni di data più recente. (3).

DETTAGLI : “Nuclei di condensazione prodotti da ossidi radioattivati” Dr. M. Barla, e Dr. E. Barber FONTI: Guardi QUI

ALTRI DATI

Nuclei di condensazione prodotti dagli ossidi ionizzanti: Comunicazione presentata al 2end Symposium on condensation nuclei di basle and locarno, 1-4 Ottobre 1956. Segue. L’impiego commercio, Industria ed agricoltura Asti : Tip. Michelerio, 1957

Quattro anni di lotta attiva contro la grandine sintesi dell’organizzazione difensiva attuata in Provincia dal 1953 al 1956.

1957 by A cura della Camera di commercio, industria e agricoltura di Torino  (in italiano).

(1)  Guerra per cannoni antigrandine «Non dormiamo: o noi o le viti» FONTE

Anti-grandine –  cannone 

(2) “Grossversuch III”, a randomized hail suppression experiment in Switzerland 1967

Schmid, Paul. On “Grossversuch III”, a randomized hail suppression experiment in Switzerland. Proceedings of the Fifth Berkeley Symposium on Mathematical Statistics and Probability, Volume 5: Weather Modification, 141–159, University of California Press, Berkeley, Calif., 1967. https://projecteuclid.org/euclid.bsmsp/1200513991

Grossversuch IV 

 SOME COMMENTS GROSSVERSUCH IV  e The Design of Grossversuch IV 

(3)  Durante il periodo che va dal gennaio 1966 al giugno 1968 nelle colline del Prenestino a Est di Roma, è stato condotto un esperimento di sistematica inseminazione artificiale delle nuvole. L’obiettivo era di valutare se l’uso di nuclei di condensazione giganti mono-dispersi (unità singole) emettenti elettroni, e di nuclei di condensazione giganti per la formazione del ghiaccio, Al2S3, entrambi recentemente sviluppati nei nostri laboratori, potrebbe aumentare le precipitazioni su un’area adiacente al sito di dispersione dell’aerosol. Il metodo di valutazione ha interessato il confronto tra le precipitazioni cadute durante la settimana che seguì la dispersione di circa 15 kg di materiale particolato in forma di aerosol, con le precipitazioni raccolte durante la quindicina seguente a quel periodo. I risultati mostrano che, nonostante una quantità relativamente piccola di nuclei di condensazione utilizzati per le operazioni di semina, e nonostante un piano apparentemente non del tutto idoneo alla valutazione dei dati, gli indici normalizzati e cumulati degli eventi di precipitazione, associati a quei periodi di tempo su tutta l’area considerata, indicano aumenti significativi durante l’estate e l’autunno, e diminuzioni significative durante la stagione invernale . FONTE 

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