Articolo di NoGeoingegneria

“Sentivo che era importante dimostrare definitivamente ciò che i veri esperti in scie di condensazione e aerosol pensano”, ha detto Ken Caldeira ed ha prodotto un peer review che dovrebbe far tacere le troppe persone che pensano che nei cieli accadano cose strane.

Il 98,7% degli scienziati (sarebbero in realtà 77) interpellati dai ricercatori si dicono certi che non ci sia alcuna evidenza scientifica della teoria del complotto, alla quale però dà credito il 17% della popolazione. 

I fautori dello ‘studio’ hanno mostrato quattro foto tra le più popolari tra i complottisti ai 77 ricercatori specializzati. I scienziati non vedono prove in queste foto, quindi la questione può dirsi ‘scientificamente e definitivamente’ risolta! Dalle risposte dei 77 scienziati si evince che non esistono “segret large-scale atmospheric programs = SLAP”.  

Le scie che vengono avvistate in cielo e che preoccupano tante persone non devono preoccupare. Le scie che rimangono visibili per ore, sono generate dai motori a reazione degli aerei. Sono semplicemente vapori caldi, che a contatto con la bassa temperatura dell’atmosfera, crea un effetto condensa che poi rimane visibile.

Co-produtture dello studio è il debunker di spicco americano Mick West (vive di rendita dopo aver creato videogiochi di successo).

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Chi è Ken Caldeira?

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Ken Caldeira della Stanford University e David Keith dell’Università di Calgary sono i due principali divulgatori delle ricerche riguardanti la geo-ingegneria dell’atmosfera al fine di fornire alla terra uno schermo riflettente. In vista della catastrofe climatica, “imminente” secondo loro ed altri, o comunque pressoché garantita, tengono nel cassetto un piano d’uscita per rimediare. A sentir loro le proposte di manipolazione planetaria si basano esclusivamente su simulazioni al computer. Nulla di tutto ciò che è stato escogitato è stato messo in pratica, così assicurano i due fautori (pensando allePossibilità of Climate Controldel 1962 , ricerca di Harry Wexler, un sorriso sarà concesso).

Caldeira valuta la geoingegneria come ultima risorsa e da evitare, in quanto opzione carica di rischi e conseguenze indesiderate. Lo scienziato atmosferico sostiene che la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sia di gran lunga la via più prudente, ma se non dovesse bastare, un “piano B” sarebbe obbligatorio.

Ad osservare l’itinerario di conferenze di Caldeira e colleghi, il “MUST BE DONE” è l’evidente linea guida di meeting sempre più frequenti, le resistenze del mondo scientifico (teorico) però sembrano consistenti.

Tre conferenze del 2009, co-organizzate da Ken Caldeira e David Keith, costituivano un punto di svolta nell’evoluzione della Geoingegneria come strumento politico. In cima alla lista dei promotori della geoingegneria c’è la Royal Society del Regno Unito (la più importante istituzione scientifica dell’Inghilterra), la National Academy of Sciences USA, e le loro corrispondenti in Canada, Germania e Russia. Caldeira e/o Keith non mancano mai.

Kenneth Caldeira studia il ciclo globale del carbonio, la bio-geo-chimica marina e l’oceanografia chimica, tra cui l’acidificazione degli oceani e il ciclo del carbonio nell’oceano, la copertura del suolo e il cambiamento climatico, ciò come evoluzione a lungo termine del clima, dei cicli geochimici e delle tecnologie energetiche. Last but not least egli dedica il suo tempo alla tematica della modificazione climatica intenzionale, ovviamente in forma ipotetica.

E membro della Intellectual Ventures, una società di invenzione e brevetti con sede a Seattle e diretta da Nathan Myhrhold. Caldeira stesso detiene Brevetti in ambito Geoingegneria e riceve finanziamenti da Bill Gates attraverso l’associazione.

Troviamo Caldeira insieme ad altri Climate Fixers sul “New Yorker” del 2012. Sempre sul New Yorker uscì qualche anno prima l’articolo The Darkening Sea (2006). Caldeira pubblicò su op-ed e sul New York Times: How to Cool the Globe.

Nel 2008 ricevette sul New Scientist Magazine una nomination come “Scienziato Eroe dell’Anno “.

Il “Rolling Stones “lo mise nel 2009 in lista Top_100 di artisti, dirigenti, politici, scrittori, pensatori, scienziati e provocatori. Si trovò al numero 36.

Ken Caldeira guidava l’ U.S. Climate Change Science Program e il The First State of the Carbon Cycle Report (SOCCR): The North American Carbon Budget and Implications for the Global Carbon Cycle, noto studio realizzato per il Congresso americano e presentato nel 2007.


Inoltre era autore rilevante nella stesura del rapporto AR5 dell’ IPCC e fu coordinatore principale del capitolo “oceani” per il
Rapporto IPCC 2005 sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio.

Nel 2011 si è dimesso dall’ IPCC, chiarendo che il lavoro dell’associazione sia stato estremamente utile in passato, e come possa essere estremamente utile in futuro. Per chi parlava di “dimissioni shock” spiegò che la sua decisione sia stato un voto di fiducia nei confronti dei suoi colleghi e non una critica.

Caldeira è stato collaboratore dei più aggressivi sostenitori dell’ingegneria planetaria, scelta sorprendente per un ambientalista. Si trovò a lavorare con Edward Teller e Lowell Wood al Lawrence Livermore National Laboratory e dichiarò più tardi di essere stato scandalizzato dalle loro idee.

Nel 1990, un anno prima del suo dottorato, era a Leningrado per studiare con lo scienziato russo Mikhail Budyko. Nel 1970, Budyko studiava una prima versione di modifica dell’atmosfera per diminuire la temperatura globale sparando particelle in stratosfera. La principale preoccupazione di Budyko erano gli effetti sul contenuto stratosferico di ozono.

I progetti di Budyko erano ripresi da E. Teller, L. Wood, R. Hyde e presentati nel 1998 nel rapporto Global Warming and Ice Ages: I. Prospects for Physics-Based Modulation of Global Change. Proposero la dispersione di particelle riflettenti in atmosfera impedendo a una frazione della radiazione solare di raggiungere la totalità o una parte della Terra, ipotizzando anche l’uso di grandi aerei commerciali  con costi relativi assai contenuti. Conclusero suggerendo che i problemi derivanti dal possibile mutamento del clima avrebbero potuto essere meglio risolti con l’applicazione cooperativa di moderne tecnologie, piuttosto che da misure internazionali incentrate sui divieti.

Caldeira è presso il Lawrence Livermore National Laboratory dai primi anni novanta al 2005, ed è stato insignito con il Premio Teller (Edward Teller Fellowship) nel 2004.

Da qui il suo nome è associato a Teller e Wood . Caldeira e Wood decisero di tentare una simulazione al computer: quanta luce solare bloccata, si chiesero, sarebbe necessario per fermare lo scioglimento dei ghiacci? E quali effetti potrebbe avere questo intervento sul resto del clima della Terra? Dopo alcune settimane, Caldeira concluse che ridurre di meno del 25% la concentrazione diretta di luce solare sulla calotta polare, avrebbe preservato il naturale livello di ghiaccio nell’Artico, con un raddoppio dei livelli della CO2 atmosferica. Caldeira disse di essersi aspettato il fallimento di questo esperimento. Il raffreddamento globale invece sarebbe stato necessario in tempi molto brevi, soli cinque anni per abbassare la temperatura di circa due gradi.

Come nota il Superfreakonomics con una certa ironia, l’ ex-pacifista Caldeira e l’ ex-progettista di super-armi Wood si trovarono accoppiati nel vantarsi di poter sconfiggere il riscaldamento globale manipolando il pianeta intero.

In un Articolo sul Guardian, scritto da John Vidal, troviamo alcuni interessanti riflessioni sui protagonisti-promotori della geo-ingegnerizzazione del pianeta .

Alcuni estratti : “Ci sono evidenti conflitti di interesse tra molte delle persone coinvolte nel dibattito”, ha affermato Diana Bronson, ricercatrice di geo-ingegneria della ETC a Montréal” … “Ciò che è veramente preoccupante è che lo stesso piccolo gruppo che lavora sulle tecnologie ad alto rischio che renderanno il pianeta “geo-ingegnerizzato” stanno inoltre tentando di costruire la discussione riguardo alle norme e regolamentazioni internazionali. Non possiamo mettere la volpe a guardia del pollaio.” … “L’eco-cricca sta facendo pressioni per un’enorme iniezione di fondi pubblici per la ricerca in geo-ingegneria. Dominano quasi ogni ricerca di geo-ingegneria. Sono presenti in quasi tutte le deliberazioni degli esperti. Sono stati i principali consulenti per le inchieste parlamentari e congressuali e i loro punti di vista, con ogni probabilità, domineranno le decisioni della Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, alle prese per la prima volta con il groviglio etico e scientifico che è l’ingegneria climatica”, ha dichiarato Clive Hamilton, Professore di Etica Pubblica all’Università Nazionale Australiana, in un blog del Guardian.

L’analisi delle otto principali ricerche nazionali e internazionali riguardo alla geo-ingegneria negli ultimi tre anni mostra che Keith e Caldeira, Rasch e il Professor Granger Morgan, il capo del dipartimento di ingegneria e delle politiche pubbliche presso l’Università Carnegie Mellon dove Keith lavora, hanno appoggiato sette commissioni, tra cui una delle Nazioni Unite.

Ogni scienziato ha qualche conflitto di interesse, perché tutti vorremmo vedere più risorse destinate allo studio di cose che troviamo interessanti”, ha affermato Caldeira. “Ho forse troppa influenza? A me sembra di averne molto poca. Mi sono speso per rendere illegali le emissioni di CO2 per molti anni, ma nessuno mi ha ascoltato. Chi non si trova d’accordo con me potrebbe pensare che esercito troppa influenza. Il modo migliore per ridurre la mia influenza è quello di destinare molti più fondi pubblici alla ricerca. Se il governo federale avesse svolto il suo ruolo in questo settore, non ci sarebbe stato bisogno dei soldi di Bill Gates”.

Per quanto riguarda le mie licenze, ho più volte affermato che se un brevetto di cui sono in possesso è stato utilizzato al fine di alterare il clima, allora i proventi che mi derivano per questo uso saranno donati ad ONG senza scopo di lucro e ad associazioni di beneficenza. Non ho aspettative né interessi nello sviluppo di un guadagno personale basato sull’utilizzo di questi brevetti per la modifica del clima.”

Articolo completo: FONTE


Pubblicazioni, biografia e dati di Ken Caldeira:

http://dge.stanford.edu/labs/caldeiralab/Caldeira_bio.html

Ken Caldeira – Geoengineering 101 | GCEP Symposium

The Great Climate Experiment: How far can we push the planet?

CALDEIRA IN FUGA?

John Fitzgerald (era candidato al senato USA) si confronta con Ken Caldeira (dal Min.4.00). Fitzgerald sostiene che la Geoingegneria sia già in atto. Caldeira in evidente difficoltà abbandona il dibattito.

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NOTA

Il Dr. Richard Horton dichiara: “Le pubblicazioni scientifiche? Inaffidabili e nella migliore delle ipotesi spiega. Altre sono completamente false”. Questa la dichiarazione dell’Editore del prestigioso Lancet.
“Il caso contro la scienza è semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere semplicemente falsa. Studi inconsistenti ed analisi non valide, conflitti di interesse, oltre all’ossessione di perseguire delle tendenze dubbie. La scienza ha deciso di percorrere una strada buia“.

Fonte: http://www.thelancet.com/…/lancet/PIIS0140-6736%2815%296069…

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