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Se dovesse accadere quello che ipotizzano i ricercatori del Naval Research Laboratory di Washington, in un articolo comparso su Nature Geoscience, davvero non potremo ignorare la possibilità concreta che i satelliti orbitanti possano cadere sulla Terra. Secondo le valutazioni degli studiosi questo potrebbe accadere a causa degli alti livelli di anidride carbonica. Non solo provocherebbero il surriscaldamento del pianeta ma starebbero anche causando un raffreddamento degli strati superiori dell’atmosfera con la conseguenza di una minore “resistenza” offerta ai satelliti e ai cosiddetti “rifiuti” spaziali.(1)

C’ è però da ricordare il ruolo chiave dell’ ozono nel guidare le tendenze di temperatura in questa regione. (2)

Interazioni tra ozono e il clima sono stati argomenti di discussione sin dai primi anni ’70.  La discussione si è intensificata nel 1985 quando nella stratosfera sopra l’Antartide è stato scoperto il cosiddetto “buco nell’ozono”. Ci si pose la domanda sulle cause della lacerazione dello scudo di ozono nell’alta atmosfera.

La stratosfera ha subito un notevole raffreddamento nel corso degli ultimi 3 decenni.

Ma restiamo alla questione del CO2

Scrive il colonello Mario Giuliacci:

La CO2 riscalda il clima e mette il turbo ai satelliti

Sorprendente effetto collaterale delle emissioni di CO2

Le emissioni di gas serra, e in primo luogo di anidride carbonica, sono tra le principali indiziate (assieme a diversi fattori naturali) del recente surriscaldamento del nostro Pianeta, e in attesa della dimostrazione definitiva di questa loro “colpa” gli scienziati hanno scoperto un’altra incredibile malefatta di queste sostanze: le emissioni di anidride carbonica stanno rallentando i satelliti in orbita! O almeno questi paiono essere i sorprendenti risultati di una recente ricerca condotta sulla Termosfera.

La Termosfera è uno degli strati più alti dell’Atmosfera, occupa una regione posta più o meno fra 100 e 700 chilometri di quota, e in esso le molecole d’aria siano assai rarefatte. Proprio in questa fascia dell’alta Atmosfera orbitano la maggior parte dei satelliti, compresa la Stazione Spaziale Internazionale.

Ebbene, mentre negli strati atmosferici più bassi la CO2 contribuisce a trattenere il calore disperso dalla superficie e a riscaldare quindi l’Atmosfera, in questa regione così lontana essa svolge una funzione refrigerante: le molecole di anidride carbonica infatti nelle collisioni con le molecole di ossigeno assorbono energia che poi riemettono sotto forma di radiazione infrarossa, la maggior parte della quale si disperde verso lo Spazio profondo. Maggiori quantità di anidride carbonica quindi contribuiscono inevitabilmente a raffreddare la Termosfera.

Quando si raffredda la Termosfera però tende a contrarsi, a ritirarsi cioè verso la superficie, con il risultato che i satelliti che orbitano a queste quote trovano sul loro cammino una minor quantità di molecole e quindi anche minor attrito: e così, senza il freno delle seppur rarefatte molecole d’aria, i satelliti viaggiano inevitabilmente più veloci.

Il fenomeno è apparso evidente nel 2010, quando la Termosfera si è ritirata come mai prima nei precedenti 40 anni e i satelliti hanno sensibilmente aumentato la loro velocità orbitale: in quell’anno del resto si osservò un’attività solare insolitamente bassa (e quindi un conseguente scarso riscaldamento dell’alta atmosfera), ma i ricercatori si accorsero anche che il fattore Sole non poteva spiegare da solo l’entità del raffreddamento della Termosfera e cominciarono quindi a suggerire un possibile contributo della CO2.

Ipotesi confermata adesso che, analizzando i dati raccolti dal satellite canadese SCISAT-1 tra il 2004 e il 2012, si è scoperto che le concentrazioni di anidride carbonica in questa fascia così alta dell’Atmosfera sono aumentate molto più di quanto si immaginasse, al ritmo di circa 24 parti per milioni ogni decennio: un incremento che in effetti spiegherebbe la recente contrazione della Termosfera e che tra l’altro dimostra come il rimescolamento tra Bassa e Alta Atmosfera sia molto più efficace di quanto non si pensasse.

 

FONTE  http://www.meteogiuliacci.it/articoli/la-co2-riscalda-il-clima-e-accelera-i-satelliti.html

ANNOTAZIONI:

(1) UNA FONTE DI CO2 IN TROPOSFERA IGNORATA. HA UN PESO DAVVERO POCO RILEVANTE?

 Le emissioni degli aerei sono l’unica fonte diretta di emissioni nella troposfera superiore/stratosfera inferiore. Di conseguenza, rispetto alle fonti terrestri, le emissioni degli aerei hanno un effetto sproporzionato. Gli aerei volano ad un’altitudine compresa tra 8 e 13 km, emettendo gas e particelle che alterano la composizione dell’atmosfera. Biossido di carbonio (CO2) è considerato il principale gas serra, poiché viene emesso in grandi quantità e ha lunghi tempi di permanenza nell’atmosfera. Il trasporto aereo si è accelerato negli ultimi anni per effetto del proliferare delle compagnie low cost (favorito dall’apertura di molti aeroporti militari al traffico civile/lowcost)

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), organismo tecnico dell’ONU che si occupa di effetto serra, ha dedicato nel 1999 il suo primo studio di settore all’impatto dell’aviazione civile. Aveva calcolato che l’impatto complessivo del trasporto aereo era da due a quattro volte superiore all’effetto derivante in passato dalle sole emissioni di CO2.

Il rapporto suggeriva di adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto e disincentivare l’uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione”. Questo suggerimento è rimasto disatteso. La grande anomalia del trasporto aereo è l’essere rimasto escluso dal Protocollo di Kyoto in merito alle riduzioni obbligatorie delle emissioni inquinanti. Biglietti aerei che costano poco è seconda anomalia inquietante. Grazie all’assenza di una tassa sul carburante aereo o di qualunque prelievo basato sulle emissioni, ( plus sovvenzioni) le compagnie aeree possono tenere i prezzi dei biglietti bassi. Nelle statistiche ufficiali di questa decade le emissioni del traffico aereo non sono rintracciabili. SEMBRANO IRRILEVANTI. Ma perché mai gli altri settori economici dovrebbero accettare un costoso taglio di emissioni, mentre il comparto aereo avrebbe il permesso di triplicare il contributo al cambiamento climatico fra il 1990 e il 2050 ? (vedi anche qui http://www.peacelink.it/ecologia/a/18236.html)

Schema delle principali emissioni degli aeri e i  processi atmosferici 

 

FIG 1. Schema showing the principal emissions from aviation operations and the atmospheric processes that lead to changes in radiative forcing components. Radiative forcing

changes lead to climate change as measured by temperatures and sea levels, for example. Climate change creates impacts on human activities and ecosystems and can lead to

societal damages. Adapted from Prather et al. (1999) and Wuebbles et al. (2007).

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1352231009003574

–  Più effetto serra con i voli notturni –  colpa delle scie bianche degli aerei

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/clima/voli-notturni-inquinano/voli-notturni-inquinano.

(2) La Geo-ingegneria sta distruggendo lo strato di ozono

http://www.nogeoingegneria.com/news/cruciale-articolo-sui-raggi-uv/

 

VEDI ANCHE:

Meteoriti, armi segrete o detriti spaziali?

Geoingegneria: la prova arriva dalla NASA?

 

 

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