Articolo by Maria Heibel per Nogeoingegneria 

Normalmente consideriamo inquinanti delle sostanze che contaminano e rendono sporco o pericoloso l’ambiente. Il numero di sostanze inquinanti prodotte dall’uomo ed immesse nell’ambiente è astronomico. Le sei sostanze inquinanti più pericolose al mondo sono secondo la Green Cross (1)  il cromo esavalente, il piombo, il mercurio, i radionuclidi, i pesticidi, il cadmio. Ma da un po’ di anni si parla praticamente di un inquinante soltanto: la anidride carbonica (CO2) rilasciata dall’uomo.  

L’anidride carbonica è un inquinante?

L’anidride carbonica è un gas naturalmente presente nella atmosfera ed è esistita anche prima che l’uomo facesse la sua comparsa. Quindi la sua presenza è dovuta ad una precisa strategia di Madre Natura.  

Le prime fonti di anidride carbonica, nella storia del pianeta Terra, sono state i vulcani. Grazie a questo gas ha potuto svilupparsi la vita.  La CO2 è una sostanza fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali. E’ indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante. Le piante assorbono anidride carbonica, processo che avviene di giorno, quando c’è luce, poiché serve a completare la fotosintesi, in cambio fornisce un gas fondamentale, senza il quale non potremmo vivere, l’ossigeno.  Come possiamo allora considerare la CO2 un gas inquinante? È ritenuta uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera terrestre. I gas serra naturali comprendono anche il vapore acqueo, il metano, l’ossido nitrico e l’ozono. 

“L’ effetto serra” pure è spesso citato come un problema, ma occorre fare chiarezza. Il termine deriva dall’analogia (non pienamente corretta) con quanto avviene nelle serre di coltivazione. Si tratta, come nel caso della CO2, di un fenomeno naturale ed importante per la vita sulla terra, che permette di trattenere il calore necessario allo sviluppo delle forme di vita.  La vita come la conosciamo esiste come conseguenza dell’effetto serra, dal momento che tale processo regola la temperatura della terra. Se esso non esistesse, la terra intera sarebbe coperta di ghiaccio e inabitabile. 

Le azioni dell’uomo inquinano e minacciano in maniera impressionante questo involucro protettivo del globo: dalla combustione delle risorse naturali per uso e consumo in molti settori, l’immissione di sostanze artificiali non esistenti in natura utilizzate in diversi processi di produzione, la massiccia  riduzione delle superfici forestali, l’aggressiva coltivazione del suolo, la cementificazione, l’avvelenamento di mari e suoli per molti motivi, non per ultimo le guerre, la trasformazione di risorse in materie tossiche e non degradabili, scorie di ogni tipo non più biocompatibile, test atomici, traffico aereo, razzi inviati in alto che agiscono sugli strati superiori dell’atmosfera e altro ancora.

La lista dei peccati è lunga. Ma di questo si parla in minor misura.

Secondo le voci che contano è l’aumento della CO2 la causa principale della compromissione degli equilibri del pianeta: alterando l’effetto serra, creando il surriscaldamento globale o “cambiamenti climatici”, con conseguenti probabili catastrofi, se non si rimedia in tempo. I cambiamenti climatici, citati come evento da temere e contenere, sono sempre esistiti e sempre esisteranno. L’uomo con i suoi interventi contribuisce e probabilmente influisce sui cambiamenti climatici, ma questi sono già di per sè un fatto naturale, è moto vitale.

C’è da constatare  un uso fuorviante della terminologia. Il dato seguente dovrebbe far riflettere. Cliccate con GOOGLE Research : CO2 -Effetto Serra- Cambiamento Clima e vedete che tipo di informazioni vi offrono, l’impatto visivo delle immagini. Il messaggio è chiaro. 

Da anni è in atto una riprogrammazione ‘culturale-mentale’ nelle questioni ambientali con conseguenze importanti in ogni ambito delle nostre vite. C’è un ‘greenwashing ‘ da una parte e si potrebbe dire un ‘blackwashing’ dall’ altra. Vien da pensare che una logica distorta o snaturata sia la forza trainante di questa epoca. Per tornare alla molecola CO2.

Possiamo osservare che ogni oggetto, gesto, campo deve passare un esame: diventa buono o cattivo, buono se è carbon free (un nonsense), cattivo se non lo è. ‘In nome della CO2’ va rivisto tutto, va rottamato (pensate alle lampadine ad incandescenza sostituite con quelle nocive ma ‘ecologiche’) va modificato e secondo i luminari di scienza, politica e grandi imprese dei vari settori (sopratutto hightech) indirizzato verso un mondo CO2-Free, oppure CO2ZERO.

I mass-media  martellano,  l’anidride carbonica è la responsabile di tutti i mali del pianeta. Se piove poco è colpa della CO2, se piove troppo è sempre colpa della CO2, se fa troppo caldo, troppo freddo è colpa della CO2. I disastri ambientali hanno una causa, è colpa dei cambiamenti climatici – quindi della CO2 (e di tutti noi).

Perché non si chiama sul banco degli imputati anche il metano, il protossido di azoto – da non dimenticare i clorofluorocarburanti (CFC) introdotti in abbondanza, estremamente longevi e con un impatto significativo sul clima –  e altri gas presenti in atmosfera e  prodotti delle attività umane che influiscono sull’effetto serra?

I concetti della minaccia globale, dovuta all’aumento della CO2, fatti propri dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea, dai Governi e una bella fetta della grande industria, sono oggi la colonna portante della cosiddetta green-economy che abbraccia l’intero sistema economico (industria, tecnologia, agricoltura, trasporti ecc.). Queste convinzioni vengono incessantemente divulgate e non è consigliabile opporsi o dichiararsi scettici.

La negazione della veridicità delle tesi intorno al ‘Cambiamento Climatico’ (in senso di surriscaldamento globale a causa dell’aumento della CO2) viene accostata al ‘negazionismo’ dell’Olocausto. Il termine negazionismo, usato in pochi casi, viene applicato in caso di scetticismo verso le tesi ufficiali, che non sono considerate tesi ma verità.

Da mattoncino di vita ad agente di morte

Dopo anni e anni di ‘informazione’, tutti, o quasi tutti, tendono a dimenticarsi  meriti della CO2 nel “nutrire il pianeta”. La CO2 invece, con un ruolo così importante nei processi vitali, non sarebbe certo da demonizzare.

Il buon senso ci dice che la scienza stessa non è male, casomai è l’uso che se ne fa che può essere indirizzato verso il bene o il male. E in questo ambito cosa si sta facendo?

Ogni processo vivente per poter continuare ad “esistere” deve trovare un continuo equilibrio tra due polarità. Queste sono le caratteristiche della vita su questo pianeta in ogni circostanza. E questo bipolarismo lo troviamo nella respirazione dell’uomo che tutti conosciamo perché tutti respiriamo.  Si basa sull’inspirazione di aria ricca di ossigeno ed espirazione di anidride carbonica. La respirazione è il processo attraverso il quale l’ossigeno è trasportato ai tessuti del corpo e l’anidride carbonica è allontanata da essi.

La Terra è un organismo, un essere vivente, che respira. Ha però un ciclo respiratorio della durata ben diversa dalle poche manciate di secondi impiegati dal ritmo respiratorio umano. Il segno visibile di questo processo respiratorio sarebbe il crescere e l’appassire – decomporsi della sostanza vegetale. Il germogliare delle piante (inizio di inspirazione) e il ritiro autunnale delle foglie nella superficie e nel ventre della Terra, come l’aria che inspiriamo e tratteniamo nel nostro corpo. La navicella OCO2 della NASA osserva dallo spazio il modo in cui la Terra “respira” e vede cosa ne fa dei gas parzialmente riassorbiti dagli oceani e dalle piante (2).

La metà dell’ossigeno che respiriamo proviene dai nostri oceani. E naturalmente ci sono le piante. Le piante per vivere hanno una respirazione complementare a quella dell’uomo, inspirano CO2 ed espirano ossigeno. L’uomo non potrebbe vivere senza le piante. Questo meraviglioso equilibrio è messo a dura prova a causa dell’accelerazione del caotico e aggressivo progresso dell’uomo. La CO2 è davvero una molecola tanto pericolosa per l’uomo, la fauna e la flora? Non saranno piuttosto ‘le cure’ escogitate per ‘evitare la CATASTROFE’ la minaccia vera!? 

Le ‘cure’

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Il grido d’allarme ripetuto con insistenza dovrebbe giustificare il mettere mano all’atmosfera stessa, un trattamento chemioterapico come unica via di salvezza.  

Il Sun Radiation Managment (SRM), che consiste nella dispersione di nanoparticelle in atmosfera per mezzo di aerei, è dichiarato relativamente poco costoso e facile da praticare (Teller, Keith, Caldeira, Robock…). Una logica analoga è indicata nel Carbon Dioxide Removal (CDR) che prevede il rilascio di sostanze in atmosfera per raggiungere gli obiettivi prefissati, ridurre la CO2 in atmosfera. (enhanced weathering).

Phil Williamson dell’università dell’East Anglia, stima che sarà necessario rimuovere fino a 600 miliardi di tonnellate di CO2, da qui al 2100, per rispettare l’accordo di Parigi ed è, sempre secondo lui, da mettere in pratica entro quattro anni. Avverte come una tale rimozione sia costosa e non sia ancora stata sperimentata sulla scala ‘necessaria’ (quindi qualcosa è stato fatto), per cui sarebbe molto meglio ridurre le emissioni il prima possibile.  Una tecnologia sarebbe quella di trattare le nuvole, inseminandole con sostanze chimiche e creare piogge alcaline che reagiscono con l’anidride carbonica dell’aria (3).

L’uomo prima ancora di comprendere la vita, l’ambiente e il complesso sistema auto-regolatore, vuole giocare a fare Dio e rimodellare il pianeta.  

La terra stessa ha risposto all’aumento di CO2 in atmosfera diventando più verde. Ma anche questo fatto è stato letto come un segnale negativo, un atto di difesa contro l’aggressore, la CO2 appunto (4).

Non sta a me decidere se le affermazioni degli scienziati ufficiali siano veritiere, se la CO2 antropica sia veramente la maggiore responsabile dei disastri presenti e futuri. Dovrebbe esserci un dibattito aperto e serio tra chi ha strumenti e nozioni per stabilire la verità, ma questo manca. Eppure sono diversi gli scienziati di spicco (anche Nobel) che contrastano il dogma regnante (Dyson, Teller, Rubbia…).

Mettiamo che le cose stiano come dicono le voci ufficiali, quali sarebbero le strade da intraprendere? Non si dovrebbe in primo luogo smettere di aggredire ed inquinare la nostra terra? Ripulire piuttosto che avvelenare e fare di tutto per risanare il pianeta? Andiamo avanti a vedere.

SEGUE SECONDA PARTE : I COLPEVOLI ‘DIMENTICATI’

1) http://www.greencross.ch/wp-content/uploads/uploads/media/pollution_report_2015_top_six_wwpp.pdf

2) CO2: IL SATELLITE OCO-2 DELLA NASA MONITORA IL RESPIRO DELLA TERRA https://www.greenme.it/informarsi/universo/13735-co2-satellite-nasa ) 

(3) Proposed Intervention Techniques Not Ready for Wide-Scale Deployment

http://www8.nationalacademies.org/onpinews/newsitem.aspx?RecordID=02102015

4) https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/20072-terra-verde-aumento-co2

 

SEGUE SECONDA PARTE : I COLPEVOLI ‘DIMENTICATI’ 

VEDI ANCHE

CO2 PETROLIO DEL FUTURO. VOLTIAMO PAGINA!?

 


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