E il NOAA ha ragione.

L’aviazione civile e i trasporti marittimi invece NON sono stati coperti dall’accordo COP21 di Parigi. COME MAI? Ripetiamo la domanda con insistenza. Le pubblicazioni che denunciano questo fatto non sono certo nuove. Basti pensare al rapporto dell’ IPCC del 1999 sugli effetti dell’ aviazione oppure lo studio diffuso nel 2006: Airplane Contrails Boost Global Warming.

I cieli sono coperto da veli, E NON SOLO!

Allarme del NOAA: le scie degli aerei sono geoingegneria

Da decenni (ndr: lo studio citato in seguito parte dal 1997) la luce solare giunge più fioca sulla Terra. La responsabilità è delle scie prodotte dagli aerei, in un’operazione involontaria di geoingegneria

«Attualmente stiamo utilizzando involontariamente la geoingegneria».(ndr: scie involontarie davvero?)

Non sono le parole di un attivista, ma di Chuck Long, membro dell’Earth System Research Laboratory del NOAA, l’agenzia federale USA che studia le condizioni atmosferiche e dell’atmosfera. Si tratta dunque di un esperto interno alla più autorevole agenzia di ricerca del mondo su questi temi, e le sue dichiarazioni non possono passare inosservate.

Le ha pronunciate al convegno della American Geophysical Union (si può verificare a questo link), attribuendo alle scie emesse dagli aerei lo sbiancamento dei cieli in alcune parti del mondo.(ndr: quasi dovunque ormai)

Long e altri scienziati se ne sono accorti studiando la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. Si tratta di un’energia che non è costante: dal 1950 al 1980, per esempio, il Sole sembrava più fioco, poi invece l’intensità è tornata a crescere. Gli esperti hanno cercato di capire le cause di questa intermittenza, rapportandola alla variabilità naturale dell’emissione solare. Ma non sono stati trovate connessioni tra i due fenomeni, ha precisato Martin Wild, ricercatore dell’Institute for Atmospheric and Climate Science del Politecnico di Zurigo.


«Se non è il sole, deve essere l’atmosfera», ha detto. Gli alti livelli di inquinamento intorno alla metà del XX secolo hanno portato alla diffusione in atmosfera di 
enormi quantità di particelle, che hanno intercettato una parte dell’energia del sole. Anche quando Stati Uniti ed Europa hanno iniziato ad inquinare meno, tuttavia, le cose non sono cambiate sensibilmente. Chuck Long e i suoi collaboratori hanno capito che c’era dell’altro, altrimenti una maggior quota di luce solare avrebbe dovuto raggiungere la Terra direttamente, mentre invece veniva deviata in misura crescente.

E poi la scoperta: la causa sono le particelle sparse in atmosfera dagli aerei. 

Il traffico aereo è responsabile di una modificazione atmosferica sul larga scala.

Le scie prodotte dai velivoli sono un insieme di particolato e vapore acqueo, secondo gli esperti, e formerebbero piccolissimi corpuscoli ghiacciati capaci di rifrangere la luce del Sole e sbiancare il cielo. Tutto ciò potrebbe avere effetti sconosciuti sul clima: il gruppo di esperti che ha sollevato il problema non sa nemmeno se questo fenomeno contribuisca al riscaldamento globale o ad un raffreddamento. Tuttavia, può dire con certezza che le scie di materia generate dagli aerei sono uno dei mezzi con cui gli esseri umani stanno alterando il sistema climatico. «Potete vederlo con i vostri occhi», afferma Long. Ora, se la geoingegneria comporta la manipolazione di un processo naturale, quello che sta succedendo sopra le nostre teste non si può definire in altro modo. FONTE 

La Terra riscaldata dalle scie di nuvole che i jet si lasciano dietro.

Di Wynne Parry

Traduzione Marina Mazzoli per Nogeoingegneria

(FOTO) Le scie di condensazione, dette contrails, in procinto di perdere la loro forma lineare distintiva, al di sopra dei tetti di Ingelheim, Germania, nel 2004. Credit: Stephan Borrman

Un nuovo studio valuta le lunghe linee piumose di condensa che si formano dietro gli aerei, chiamate scie, che hanno più di un effetto immediato nel riscaldamento della superficie della Terra, rispetto all’anidride carbonica o gli altri gas serra emessi dagli aerei.

Tuttavia, aggiungono i ricercatori, le nubi formatesi dalle scie scompaiono entro un giorno o due; l’anidride carbonica, potente gas serra, aleggia nell’aria per molti anni.

Le scie si formano quando il caldo e umido pennacchio di fumo dei gas di scarico generati dai motori di un aeroplano si mescola con l’aria fredda negli strati superiori dell’atmosfera. Si formano goccioline liquide e poi si congelano, formando una rettilinea linea bianca. Nell’arco di poche ore o più, la scia di condensazione perde la sua definizione e diventa così un cirro vaporoso. Ma se l’atmosfera è molto umida, la forma lineare può perdurare per giorni, ha detto Ulrike Burkhardt, ricercatrice presso l’Istituto di Fisica dell’Atmosfera del Centro Aerospaziale Tedesco. Lei e il collega Bernd Kärcher hanno calcolato effetto delle contrails sul clima.

Se non ci fossero altre nubi nel cielo, hanno calcolato che le nuvole a cirro formatesi dalle scie coprirebbero fino al 10 per cento dei cieli europei e circa il 6 per cento di tutta la costa orientale del Nord America, un’altra regione molto trafficata. Sono scomparse dai cieli americani per breve tempo, quando quasi tutto il traffico aereo fu tenuto a terra dopo l’attacco del 9-11. Alcune ricerche hanno indicato che questo ha determinato una maggiore variazione di temperatura, in modo particolare temperature diurne più calde. [Anche le navi possono formare scie di condensazione]

Come le nuvole naturali, le scie hanno effetti contraddittori sulla temperatura della superficie terrestre. I loro cristalli di ghiaccio riflettono la luce solare, diminuendo la quantità di luce e di calore che raggiunge la superficie della Terra, ma allo stesso tempo intrappolano la radiazione a onda lunga (ad esempio la luce infrarossa) proveniente dalla direzione opposta, impedendole di dirigersi nello spazio dopo che è stata riflessa dal terreno. Questo porta al riscaldamento della superficie del pianeta.

Lo spessore delle nuvole generate dalle scie, tecnicamente noto come profondità ottica, determina quanto calore viene intrappolato. Molte sono troppo sottili per essere visibili a occhio nudo o dai satelliti, e queste sottili nubi/scie contribuiscono in modo trascurabile al riscaldamento, scrivono i ricercatori nel numero più recente della rivista Nature Climate Change.

La dimensione e la forma delle particelle di ghiaccio delle scie sono importanti nel determinare quanto calore rimane intrappolato, ha detto Kärcher.

Secondo Kärcher e Burkhardt, le nubi/scie hanno un altro effetto complesso: utilizzano maggiore vapore acqueo di quello che generalmente va nella formazione dei cirri naturali.

Il team di ricercatori ha trovato che, quando si considerano tutti questi effetti, le nuvole/scie alla fine alterano il bilancio energetico della Terra in modo da riscaldarla, riducendo la quantità di energia che si disperde nello spazio. I gas serra fanno la stessa cosa, intrappolano l’energia che altrimenti sfuggirebbe nello spazio e quindi ne deriva il riscaldamento del pianeta. [Longer Airlines Flights propone di combattere il riscaldamento globale]

Gli aeroplani emettono gas serra, tra cui il biossido di carbonio, oltre a formare scie. Tuttavia, nei termini di cambiamento immediato nel bilancio energetico della Terra, i ricercatori hanno calcolato che le nuvole/scie hanno un impatto maggiore di quelle emissioni di gas serra.

In ogni caso, l’anidride carbonica può indugiare nell’atmosfera per centinaia di anni, mentre le scie/nubi perdono la loro potenza in pochi giorni, Kärcher ha detto.

In una e-mail inviata a LiveScience, Burkhardt ha scritto: “Presumendo una costante crescita del traffico aereo, allora le contrails rimarrebbero per un certo tempo la più importante fonte di riscaldamento correlato all’aviazione. Se, invece, il volume del traffico aereo diminuisce, allora l’anidride carbonica diventerebbe più importante rispetto ai cirri prodotti dalle contrails.”

FONTE 

Traffico aereo e clima

Gli effetti del traffico aereo sul clima sono stati finora sottovalutati. Nel 1992, il contributo del traffico aereo al riscaldamento globale è stato stimato intorno al 3,5%. Nuove ricerche stimano invece questo contributo a più del doppio: a circa il 9%. La causa è l’aumento del traffico aereo, ma soprattutto la nuvolosità causata in certe regioni dagli aerei. LEGGI QUI http://www.miniwatt.it/mwarchivio/mwb2004/0403_Clima_Traffico%20aereo.pdf  E QUI http://www.qualenergia.it/UserFiles/Files/pag%2034-35%20QE%20n.3%202005.pdf

 

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