Un gruppo di scienziati del clima ha mostrato che le emissioni degli aerei possono interessare gli strati superiori della stratosfera, come affermano in questo articolo. A noi sembra che studi e affermazioni in questa direzione ci siano già stati (ne abbiamo parlato qui ), ma ben vengano questi approfondimenti che danno maggiore peso alle affermazioni del Prof Marvin Herndon.
Il mainstream si fa attendere, di questo studio finora non c’è (quasi) traccia.

 

Traduzione a cura di NoGeoingegneria

Sembra che gli scienziati siano al punto zero sulle cause dei monsoni irregolari con cui dobbiamo confrontarci ultimamente.  Ma un recente studio condotto da ricercatori del clima di più istituzioni nel paese ha identificato il Black Carbon (BC = Carbonio nero), che viene espulso dagli aerei in quantità significativa, come l’agente che influenza i monsoni, riduce lo strato di ozono e accelera lo scioglimento dei ghiacciai.

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori, tra cui l’Indian Institute of Science e Vikram Sarabhai Space Center della ISRO.

Che cosa è Black Carbon? 

Si tratta di una parte di fuliggine che è formata dalla combustione incompleta di combustibili fossili, legno e biomassa.

Punti salienti del rapporto:

  • In precedenza si credeva che il BC disperso in volo si dissipasse e si stabilisse nel giro di pochi mesi a causa di pioggia e vento e non ci si aspettava che potesse viaggiare per più di 4 km

  • Ora gli scienziati hanno trovato l’esistenza di BC fino a 18 km nella stratosfera e ci sono circa 10.000 di loro in ogni centimetro cubo
  • Tenendo presente la forma e la posizione di queste particelle, i ricercatori ritengono che può derivare solo dalle emissioni degli aerei

Problema posto dal Black Carbon (carbonio nero):

  • Il BC pone un problema perché queste particelle possono soffermarsi abbastanza a lungo per fornire un terreno fertile ad altre reazioni chimiche che possono impoverire lo strato di ozono
  • Poiché le particelle di BC assorbono fortemente la radiazione solare e terrestre riscaldando l’atmosfera possono turbare il sistema monsonico. Se vengono depositate sulla neve, potrebbero portare ad accelerare il riscaldamento della neve e accelerare lo scioglimento dei ghiacciai.

Lo studio è stato pubblicato nella peer-reviewed Atmospheric Chemistry and Physics.  FONTE http://indiatoday.intoday.in/education/story/black-carbon-monsoons/1/1026980.html

Si sente un sole caldo terrificante? E si sente molto più intensamente che nei decenni passati? Secondo Dane Wiginton non è solo la nostra immaginazione. 

Geoengineering-Watch collabora con un ex ingegnere della NASA aeronautica (un veterano con 40 anni di studio nel campo dello strato di ozono atmosferico) che sta facendo del suo meglio per dare l’allarme sul pericolo delle radiazioni UV critiche.  La situazione, sempre secondo loro, è molto peggio di quello che si possa immaginare. Il grafico al link sulla pagina di Dane è stato elaborato per GeoengineeringWatch.org  dall’ingegnere collega della NASA.

Dane accusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di raccontare menzogne sulla situazione reale delle radiazioni UV.
Possibile che nessuno degli scienziati atmosferici sia consapevole di questa lacerazione grave dell’ozonosfera?
In effetti, qualcosa è trapelato pochi giorni fa, ma ovviamente il mainstream non gli ha dato molto peso. UN RITARDO INATTESO PER IL BUCO NELL’OZONO http://www.nogeoingegneria.com/news/un-ritardo-inatteso-per-il-buco-nellozono/

Articolo: Geoengineering Is Causing Lethal UV Radiation Exposure

 

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