Il bambino di cristallo. Lucas Techeira ha 3 anni ed è nato con ittiosi, malattia che sgretola la pelle. Sua madre è entrata in contatto con il glifosato del suo orto durante la gravidanza. 

Di Tommaso Perrone

Un fotografo argentino emergente ha deciso di realizzare un reportage di quelli davvero tosti. Come Davide contro Golia, i suoi nemici sono il glifosato e la Monsanto.

Il glifosato, uno degli erbicidi più usati al mondo in campo agricolo, ha effetti devastanti e drammatici sulla salute delle persone che sono costrette a vivere in suo contatto. Questa volta a sostenerlo non è un’organizzazione ambientalista o, meglio ancora, qualche agenzia che fa capo all’Organizzazione mondiale della sanità. Lo dimostra, con immagini e testimonianze, un reportage realizzato da Pablo Ernesto Piovano, un fotografo argentino che nel 2014 ha deciso di documentare la condizione della popolazione del suo paese che lavora o vive nei pressi dei campi coltivati a soia ogm dove si usano dosi massicce di diserbanti.

Il costo umano dei pesticidi

Il reportage si chiama El costo humano de los agrotóxicos, il costo umano dei pesticidi, ed è stato esposto all’edizione 2015 del Festival della fotografia etica di Lodi. Le foto di Piovano sono una denuncia senza appello alla Monsanto, la multinazionale che si è inventata l’accoppiata ogm-Roundup, ovvero la coltivazione di soia geneticamente modificata abbinata all’utilizzo del diserbante Roundup (al quale la soia è resistente) che contiene glifosato.

 

Questo lavoro è stato dettato dal mio amore per la natura. Ho lavorato per trovare prove su questa situazione, trascorrendo giorni interminabili da solo con la mia macchina fotografica, viaggiando per oltre seimila chilometri sulla mia auto di vent’anni, per dare il mio contributo affinché tutto questo finisca”, ha dichiarato Piovano a Burn, il magazine dedicato ai fotografi emergenti.

 

A Fabián Piris era stato diagnosticato solo un anno di vita. Oggi ha 8 anni e soffre di idrocefalia e di un ritardo mentale irreversibile. Sua madre durante la gravidanza è entrata in contatto con il pesticida Roundup.

La scelta sciagurata dell’Argentina

Tutto ha avuto inizio nel 1996 quando il governo argentino ha deciso di approvare la coltivazione e la commercializzazione di soia transgenica e l’uso del glifosato senza condurre alcuna indagine interna, ma basando la sua decisione solo sulle ricerche pubblicate dalla Monsanto. Da allora, la terra coltivata a ogm è arrivata a coprire il 60 per cento del totale e solo nel 2012 sono stati spruzzati 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno. In quelle stesse terre, i casi di cancro nei bambini sono triplicati in dieci anni, mentre i casi di malformazioni riscontrate nei neonati sono aumentate del 400 per cento. A dir poco incalcolabili i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori riscontrati senza motivo apparente nei giovani come negli adulti.

Un terzo degli argentini soffre per colpa del glifosato Un’indagine recente, secondo quanto riportato da Burn, ha calcolato che 13,4 milioni di argentini (un terzo della popolazione totale) ha subìto gli effetti negativi del glifosato. A fronte di tutto ciò, l’Argentina non ha preso alcuna decisione per bloccare questo dramma, né ha commissionato nuovi studi per capire cosa stia accadendo alla popolazione

e

Jesica Sheffer ha 11 anni. Da quando ne aveva 7 soffre di una malformazione ai tendini che le impedisce di mantenere una posizione eretta.

 

Il reportage, però, non è passato inosservato vincendo diversi premi come il Festival internacional de la imagen, in Messico, e si è piazzato al terzo posto del concorso POY Latam, nella categoria “Carolina Hidalgo Vivar el medio ambiente”. Ma l’omertà e la forza di una multinazionale del calibro della Monsanto sono nemici duri da sconfiggere, molto più potenti dell’evidenza e del dolore. FONTE 

PABLO ERNESTO PIOVANO

Nato il 7 settembre 1981 a Buenos Aires (Argentina), Pablo Ernesto Piovano inizia la sua carriera di fotografo a 18 anni, lavorando per il quotidiano Página/12. Nel 2011 viene selezionato per la Joop Swart Masterclass del World Press Photo e, sia nel 2005 sia nel 2014, ottiene una borsa di studio presso la Fondazione García Márquez. L’autore trascorre il 2001 documentando la tragica crisi socio-politica argentina e, nel 2002, pubblica insieme ad altri fotografi il libro Episodios Argentinos, Diciembre y después (con testi di Tomas Eloy Martínez). Dal 2004 al 2008 coordina un workshop di fotografia per ragazzi e adolescenti in situazione di rischio sull’Isola Maciel, esitato nella pubblicazione del libro Ojos y voces de la Isla. Nel 2014 espone il lavoro Retratos 2004-2014 alla Bienal de Fotografía Documental di Tucumán (Argentina). Nel 2015, invece, con il reportage El costo humano de los agrotóxicos, Piovano si aggiudica numerosi premi, tra cui quello della Fondazione Manuel Rivera Ortiz, del Festival internacional de la imagen (FINI) e del POY Latam. Il lavoro gli consente inoltre di comparire tra i finalisti nell’ambito del Burn Emerging Photographer Fund Grant e del Premio Photo-España Ojo de Pez de Valores Humanos 2015.

VEDI ANCHE

DAL CONTROLLO DEL CIBO AL CONTROLLO DEL MONDO

ARMI CHIMICHE , LA GUERRA DEL VIETNAM NON È ANCORA FINITA

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.